La notizia della morte di Silvio Berlusconi sta facendo il giro del mondo e noi la riprendiamo con riferimento alla testimonianza che ha potuto rilasciarci l'avvocato Filiberto Palumbo, candidato sindaco nel 2020, odierno consigliere comunale, e che difese l'allora presidente del consiglio a marzo 2010 in un procedimento della Procura di Trani.
L'ex Pm tranese Michele Ruggiero lo indagò per concussione ai danni dell'Agcom, affinché si ammorbidisse o addirittura si chiudesse - secondo l'accusa - la trasmissione «Annozero» condotta da Michele Santoro. Il procedimento fu però trasferito, per competenza, al Tribunale dei ministri e si risolse con un nulla di fatto.
Quel rapporto di difesa, insieme con una consolidata amicizia personale, inducono Palumbo a manifestare profondo cordoglio e tristezza per quanto accaduto stamani: «Ricordo di essere stato più volte lì a Palazzo Grazioli, dove c'era anche il mio fraterno amico Niccolò Ghedini, apprezzandone la sua non comune intelligenza e, soprattutto, il suo sguardo rivolto al futuro. Silvio Berlusconi guardava sempre la soluzione del problema, sapendo già come affrontarlo, sempre nel supremo interesse dei cittadini. Io dico che all'Italia mancherà una guida - osserva Palumbo - ed io l'ho sempre considerato un abile condottiero che ha portato l'Italia a traguardi indiscutibili ed apprezzati di tutto il mondo».
