La vacanza in Puglia di due giovani turisti sardi si è bruscamente interrotta a Trani per il furto dell'auto. Lo spiacevole episodio è avvenuto nella notte fra il 12 e 13 giugno in piazza Garibaldi, a breve distanza da un bed and breakfast nel quale avevano scelto di pernottare.
«Avevamo scelto anche Trani nel nostro giro, non conoscendo purtroppo questa grave piaga sociale del furto delle auto in questo territorio - fa sapere la signora Michela -. Mi auguro almeno che alcuni oggetti personali di vitale importanza custoditi all'interno dell'auto ci siano restituiti».
La coppia ha sporto denuncia presso i Carabinieri, riferendo che soggiornava in Puglia da circa una settimana e stava percorrendo varie tappe, le ultime delle quali sarebbero dovute essere Trani, Vieste ed il Gargano più in generale.
Purtroppo Trani è diventata l'ultima e nella maniera più dolorosa. I turisti affermano di essersi fidati delle rassicurazioni del gestore della struttura ricettiva, che li aveva convinti del fatto che, parcheggiando a breve distanza dalla stessa, l'auto sarebbe stata al sicuro.
Invece il furto è avvenuto tra le 22:30 e mezzanotte, mentre loro erano andati a cena con successiva passeggiata.
Il gestore del b&b ha messo a disposizione le immagini della videosorveglianza, con la speranza che siano utili per le indagini.
Quanto agli oggetti custoditi all'interno del'auto, vi erano medicinali, oggetti personali e prodotti locali che sarebbero dovuti tornare in Sardegna.
«Non avvisarci e non consigliarci un parcheggio privato non allontana il turista - lamenta la signora Michela -, come probabilmente pensano i proprietari delle strutture di Trani, ma ci mettono solo in un mare di guai ed insoddisfazione, creando poi una doppia, cattiva pubblicità del posto. Purtroppo, abbiamo anche constatato che in caserma non eravamo gli unici a sporgere denuncia, ma con noi c'erano anche un altro turista ed un giovane del luogo».
Quanto accaduto conferma e rafforza il triste primato della Bat prima provincia italiana per furti d'auto e sembra, ancora una volta, porre in risalto quanto i continui appelli del procuratore Renato Nitti, affinché tale fenomeno sia arginato, continuino sostanzialmente a cadere nel vuoto.
