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Rossi (Cbc): «A Trani troppi b&b, il Comune ponga un freno»

Il proliferare dei bed and breakfast e la difficoltà di trovare case in affitto sono tematiche che stanno assumendo sempre più rilevanza in molte città italiane.

L’aumento del turismo, unito alla crescente popolarità di siti online di condivisione di case, ha contribuito alla trasformazione del settore immobiliare mettendo in seria difficoltà i residenti delle città a vocazione turistica.

Il crescente numero di B&B ha portato ad una diminuzione delle disponibilità di case in affitto a lungo termine, creando un problema per i residenti locali.

Le case che un tempo erano affittate a lungo termine sono state convertite in B&B per soddisfare la domanda turistica, il che ha causato un aumento dei prezzi degli affitti per chi cerca una sistemazione stabile.

In molte città italiane, Trani compresa, i residenti hanno segnalato la difficoltà di trovare case a prezzi accessibili o addirittura la totale mancanza di disponibilità di alloggi in determinate zone se non in tutta la città.

Per far fronte a questa situazione, alcuni sindaci italiani stanno facendo pressione sul governo, e stanno adottando misure per regolamentare il fenomeno dei B&B e proteggere il mercato degli affitti a lungo termine.

Ad esempio, il Comune di Roma ha introdotto una normativa che richiede ai proprietari di B&B di registrarsi presso il Comune e di rispettare alcune regole specifiche, come limitare il numero di camere disponibili per l’affitto. Inoltre, sono state introdotte multe significative per coloro che non rispettano le disposizioni.

Altre città, come Venezia, stanno perseguendo politiche simili per garantire che i B&B non diventino la principale forma di alloggio, a scapito degli affitti tradizionali.

A Vieste l'amministrazione ha limitato la creazione di B&B solo in alcuni quartieri.

Queste misure hanno lo scopo di proteggere l’equilibrio tra l’industria turistica e il diritto dei residenti di avere accesso a una sistemazione adeguata e conveniente.

Tuttavia, la regolamentazione dei B&B non è l’unica soluzione possibile.

Potrebbe essere necessario un approccio più ampio che coinvolga politiche abitative a lungo termine, come la creazione di nuove abitazioni a prezzi accessibili e la promozione di programmi di affitto sociale.

Si potrebbe costituire un programma di gestione di abitazioni disponibili con affitto calmierato e garantito dall'amministrazione pubblica.

La p.a. verifica la congruità dell'affitto in relazione all'alloggio e si fa garante del pagamento del canone in caso di insolvenza, gestendo il contenzioso. I proprietari hanno la garanzia del pagamento dell'affitto e della buona condizione dell'alloggio accettando un contratto con canoni calmierati e la p.a. evita ingenti investimenti per l'edilizia sociale gestendo l'enorme patrimonio privato di case non utilizzate.

In questo programma di gestione si potrebbe riversare la disponibilità di finanziamenti destinati all'edilizia sociale senza consumare nuovi suoli.

È anche importante considerare il coinvolgimento degli attori locali, le organizzazione degli inquilini come il Sunia e operatori turistici, per trovare soluzioni sostenibili che bilancino le esigenze degli operatori del turismo e residenti.

Il COVID e l’inflazione crescente hanno di fatto impoverito le famiglie tranesi ed è necessario mettere in campo politiche abitative che consentano a chiunque di avere diritto ad un tetto.

Anche l’amministrazione tranese deve iniziare a mettere un freno al proliferare dei b&b, sia per evitare lo svuotamento del centro storico, sia nelle periferie per consentire a chi non vuole, o non può acquistare casa, di affittare un appartamento.

Ci sono famiglie che non sanno più cosa fare.

Si pensi al turismo ma anche ai bisogni dei cittadini.

Una città non può essere turistica se lo sviluppo va contro le esigenze di chi la abita 365 giorno all'anno.

Comitato Bene Comune

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