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Trani, il chiosco di Colonna sarà demolito e rimosso

È ufficiale: il chiosco cosiddetto «h24» di piazza Marinai d'Italia sarà demolito e rimosso. Infatti, il dirigente dell'Area patrimonio, Luigi Puzziferri, ha determinato la revoca del bando di gara per la concessione in uso del suolo e sovrastante chiosco, disponendone contestualmente la riacquisizione della disponibilità e conseguente demolizione.

La figura apicale di Palazzo di città ha così formalmente recepito l'atto di indirizzo del consiglio comunale, in sede di approvazione del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari. Infatti, all'interno di tale provvedimento viene espressamente indicato che, per il chiosco h24 di piazza Marinai d'Italia, «era stata indetta una procedura di evidenza pubblica successivamente sospesa in quanto, con delibera di giunta comunale, era stato formulato un atto di indirizzo per la valorizzazione di piazza Marinai d'Italia e la demolizione del chiosco».

La struttura, peraltro, risulta «occupata sine titulo dal precedente concessionario - si legge ancora nel piano -, il quale si è opposto all'intimazione al rilascio». L'indirizzo dell'assemblea elettiva pertanto, era stato di «riacquisirne la disponibilità e procedere alla demolizione».

Il provvedimento del dirigente muove proprio da quella delibera consiliare, dando atto del fatto che la procedura di asta pubblica, indetta esattamente il 24 agosto 2022 e che sarebbe scaduta il 24 ottobre dello scorso anno, era stata sospesa dopo che la giunta comunale aveva ritenuto di predisporre una proposta di aggiornamento del Piano delle alienazioni e valorizzazioni da sottoporre al consiglio comunale, «individuando un percorso unitario e coordinato di valorizzazione dell'intera zona di piazza Marinai d'Italia - si legge nel suo provvedimento - che coinvolga gli immobili comunali ivi esistenti».

La rimozione del chioschetto, nato come edicola di zona e poi riconvertito in luogo di vendita di bevande e vivande attraverso distributori automatici, si rendeva necessaria «anche in regione delle ridotte dimensioni dello stesso e delle correlate limitazioni di impiego, stabilendo nelle more la cessazione di ogni utilizzo del bene stesso non sorretto da contratto in corso di validità e puntuale rispetto delle relative previsioni».

Il dirigente, pertanto, procedeva alla sospensione del bando per 120 giorni, prorogandola fino all'approvazione del piano delle alienazioni in consiglio, così che adesso si è giunti alla vera e propria revoca del bene.

L'imminente rimozione del chiosco non risolverà però, come un colpo di bacchetta magica, i problemi di quella piazza. Infatti a dispetto delle buone intenzioni della giunta prima e del consiglio comunale poi, la procedura di gara per l'affidamento In concessione pluriennale dell'ex pizzeria da Felice è andata deserta due volte e si è in attesa che venga riproposta con un terzo bando consecutivo. Ma il tempo passa, il bene deperisce e la sensazione è che molta acqua dovrà passare sotto i ponti fino a quando quell'immobile troverà effettivamente un concessionario pronto ad acquisirlo in locazione.

Le cose stanno messe addirittura peggio per quanto riguarda la Lampara, di cui ancora non si ha traccia di alcun provvedimento di procedura ed evidenza pubblica. Il bene è chiuso dal 2018 ed è già un rudere con annesso pericolo di crollo: manca ancora un vero e proprio atto di indirizzo che metta in moto le conseguenti attività dirigenziali.

Pertanto, il chiosco da rimuovere sia pure legittimamente, rischia di diventare la proverbiale pagliuzza a fronte della trave di una piazza ancora ripiegata su problemi di lunga data. E non è difficile immaginare che questa estate, a dispetto di quel colpo d'occhio di pregio che si sarebbe voluto rendere in piazza Marinai d'Italia attraverso l'eliminazione del chiosco, non tarderanno giungere automarket, motocarri e bancarelle tutt'altro che in linea con il paesaggio signorile che si vorrebbe conferire a quel luogo: il rischio è che ul'ennesima estate passi senza colpo ferire.

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