Gli imminenti lavori previsti presso la darsena comunale sono la perfetta fotografia del momento storico che il porto si prepara a vivere a causa dell'imminente scadenza della concessione dello specchio d'acqua in capo al Comune di Trani, con conseguente gara per il suo passaggio ad altro soggetto giuridico.
Ebbene, il nuovo concessionario non potrà essere né Palazzo di città, né eventualmente una delle sue società interamente, Amet e Amiu: in altre parole, con la deadline del 31 dicembre 2023, il porto si prepara a transitare dal pubblico al privato.
Ed allora il pubblico per questa estate, l'ultima salvo proroghe sotto la sua gestione, prevede di effettuare lavori per poco meno di 10.000 euro che, a ben guardare, sarebbero una decima parte di tutto quello che andrebbe fatto per risolvere le tante criticità del porto turistico e metterlo totalmente in sicurezza.
In realtà, se ci si sta limitando al minimo sindacale, che forse è anche meno del minimo, è proprio perché, come già aveva avuto modo di dichiarare il sindaco Amedeo Bottaro in consiglio comunale, sollecitato da alcuni interventi della minoranza, «oggi non avrebbe senso investire fior di soldi in interventi che andrebbero soltanto a favorire l'avvento del privato che verrà dopo di noi. Toccherà al nuovo concessionario effettuare tutte le opere di miglioria di porto e darsena che riterrà opportune, senza che noi gliele consegniamo sul piatto d'argento».
Così, per il momento, il dirigente dell'Area urbanistica, demanio e ambiente, Luigi Puzziferri, ha affidato l'appalto per gli interventi di manutenzione straordinaria degli ormeggi e pontili della darsena comunale alla Nuova oceanus orca, di Trani, per un importo di 9.500 euro, oltre Iva, rispetto a quello a base d'asta di 10.100.
L'intervento prevede la soluzione di una serie di problemi: 18 trappe di fondo per l'ormeggio e relativi grilli di collegamento al pontile B; 2 pendagli posti in testata al pontile B; 4 raccordi componenti i dispositivi di ancoraggio del pontile B.
Come detto, non saranno certamente questi lavori a risolvere tutte le criticità esistenti nel porto turistico di Trani, ma almeno serviranno a mettere qualche pezza in vista dell'arrivo di imbarcazioni da diporto da ogni provenienza durante il clou della stagione estiva, sebbene gli ultimi numeri non siano stati lusinghieri rispetto ai propositi con cui Amedeo Bottaro iniziò il suo doppio mandato nel 2015.
Infatti, nel 2022 la darsena comunale di Trani ha incassato 369.000 euro, perdendo quasi 30.000 euro rispetto ai 395.000 dell'anno precedente. Non sono pertanto serviti più di tanto i correttivi apportati alle tariffe nel 2016, anno in cui furono determinate sostanziali variazioni nei criteri di calcolo rispetto agli anni precedenti.
In particolare, si volle tenere conto della variazione dei profili progettuali e costruttivi delle imbarcazioni, delle esigenze di razionalizzazione degli spazi acquei e relativi ingombri di ormeggio, dell’esigenza di favorire la permanenza dei diportisti “storici” e attrarne nuovi in transito e stagionali.
Ed infatti l’Ufficio darsena, negli anni dal 2017 al 2019, a seguito dell’entrata in vigore delle nuove tariffe, aveva rilevato un considerevole aumento delle domande di ormeggio per la stagione estiva, con esaurimento dei posti disponibili.
Poi sarebbe sopraggiunta la pandemia e, a seguito delle restrizioni decise dal Governo per limitare la diffusione del virus, si sarebbe registrata una considerevole diminuzione delle imbarcazioni in transito di nazionalità italiana e la quasi assenza di attracchi di imbarcazioni estere. Dopo il covid, i flussi sono ripresi ma non tanto quanto sperato. Ma i tanti danni lungo i pontili, che hanno privato la darsena di ingressi certi, alla lunga hanno fatto anch'essi la differenza.
Ed oggi, oltre i pontili scricchiolanti, si profilano prospettive sulla concessione del porto alquanto imperscrutabili. «Ormai non esiste la possibilità di essere intestatari di una concessione demaniale come questa - spiega Bottaro -, perché ha ha finalità prettamente economiche, per quanto poi possa scaturirne un vantaggio sociale indiretto da parte della collettività e quindi un interesse pubblico. L'unica certezza che abbiamo è che è una concessione a tutti gli effetti in scadenza e quindi deve andare necessariamente a gara. Sarà compito di chi vi parteciperà, al limite, fare una ricognizione dello stato dei luoghi, valutare la partecipazione al bando ed eventualmente rimuovere, se vorrà, tutti i pontili ormai vetusti, cambiarne la disposizione e fare tutto quello che ritenga più opportuno per valorizzare il suo investimento e quindi il porto».
