Venerdì 30 giugno 2023 è andato in scena nella suggestiva Corte “Davide Santorsola” di Palazzo delle Arti Beltrani a Trani il saggio-spettacolo di fine anno degli allievi della scuola di recitazione InarTeatro, diretta da Pierluigi Corallo.
Pierluigi Corallo, attore di cinema e teatro, è noto al pubblico televisivo per aver interpretato «Ris Roma», «Squadra Antimafia», «La Scorta di Borsellino» e sul grande schermo ne «Il Grande Spirito» di Sergio Rubini.
Proviene però soprattutto da una solida formazione teatrale: all’età di 20 anni ha lasciato infatti Trani per inseguire il sogno di attore nella città di Milano e frequentare la scuola di teatro più importante di allora, la Scuola del Piccolo Teatro, diretta da Giorgio Strehler. Un’esperienza unica che gli ha permesso di lavorare con i più grandi nomi del teatro del Novecento come Massimo Castri, Luca Ronconi, Giorgio Albertazzi e Gigi Proietti.
Dal 2019 dirige la scuola di recitazione InarTeatro cercando di avvicinare gente al teatro e fornire strumenti diversi a chi il teatro già lo fa. La scuola di recitazione è stata fortemente voluta da Corallo nella città di Trani e Inart non è un nome a caso, ma proprio l’anagramma di Trani.
Gli allievi/attori della scuola di recitazione Michele Bassi, Antonia Ladisa, Aurora Cannavale, Alessandro Capobianco, Giuseppe Storelli, Sonia Fusco, Arianna Bucci, Giada Demuro, Michele Crupi, Marta Tedesco, Nicola Leuci, Gabriele Mezzina, Federica Morelli, Olga Falcone, Michele Memeo, Francesca Sciancalepore, Elena D'amato , Stefania Armentano, Alice Papagni Povia hanno portato in scena uno studio su «Così è (se vi pare)» di Luigi Pirandello.
Un enigma mette in agitazione un piccolo centro di provincia, i cui abitanti si sforzano inutilmente di capire chi sia in verità la signora Ponza e chi, tra suocera e genero, sia realmente in preda alla pazzia.
L’argomento della commedia è la verità, invano cercata concitatamente da tutti i personaggi dall’inizio alla fine, invano affermata e contraddetta in un intrecciarsi di ipotesi senza sbocco.
Gli allievi hanno magistralmente interpretato i vari personaggi davanti ad un numeroso pubblico in sala che in silenzio ascoltava e cercava di scoprire chi era il pazzo, come in una sorta di giallo. E il finale, con l’ingresso della signora Ponza, ha lasciato tutti interdetti.
Un testo che è ancora molto attuale, dove si è pronti a giudicare tutto e tutti anche in presenza di drammi, tragedie specie oggi che i social sono al centro delle nostre vite e alimentano quella fame di pettegolezzo.
Alla fine tanti meritati applausi per tutti e l’urlo liberatorio delle ragazze e dei ragazzi protagonisti del saggio al termine di un lungo lavoro infaticabile durante il quale hanno dato anima e cuore.
“Una città che non ha un teatro, un luogo fisico per fare teatro, è bello se si inizia a costruire il teatro dalle persone in modo che quando poi ci saranno le mura ci saranno anche le persone che possono abitare questo luogo con una coscienza diversa di cosa significa fare teatro” ha dichiarato Pierluigi Corallo.



