L’Amministrazione comunale di Trani intende realizzare un percorso pedonale, (al momento), che partendo dal lido Matinelle raggiunge il Ponte Lama.
Il progetto esecutivo ha provocato le vibranti proteste degli ambientalisti che lo ritengono una irrimediabile alterazione della struttura della falesia costiera, che in quel tratto costituisce un bene culturale da proteggere nella sua integrità.
La protesta delle associazioni ambientaliste richiamano uno studio scientifico di qualche anno fa che accertava “la grande valenza geologica, idrogeologica ed archeologica (presenza di impronte di dinosauro) della costa tra Capo Colonna (zona edificata) sino a Torre Olivieri (a confine con la costa del Comune di Bisceglie)”, ed auspicava “l’inizio di una progettazione di interventi consoni e tesi alla tutela, conservazione e fruibilità di un patrimonio unico nel suo genere”.
In conseguenza dei rilievi scientifici effettuati il Direttore Regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia dispose la “dichiarazione di interesse particolarmente importante ai sensi del Decreto Legislativo del 22.01.2001 nr. 42 della porzione di costa da Capo Colonna a Torre Olivieri” catalogata per importanza geologica ed esemplarità didattica, come uno dei geositi più interessanti per lo studio del Quaternario in particolare Pugliese”.
La particolare natura di quel tratto costiero ha comportato norme di tutela sia sul Piano Paesaggistico Territoriale Regionale sia sul Piano Urbanistico Generale di Trani come “Biotipo di interesse naturalistico”, su cui non sono consentiti “interventi che determinino trasformazione del ciglio di scarpata ed escavazioni o estrazioni di materiali litoidi sul fronte del versante”.
Il progetto approvato, con “estrema urgenza”, dal Consiglio Comunale di Trani, adotta invece a giudizio degli ambientalisti, “una soluzione di contenimento della falesia di tipo distruttivo, invasivo ed estremamente impattante, in quanto è prevista l’esportazione di porzioni della stessa falesia e la realizzazione di una struttura artificiale denominata “terre armate”, oltre a riempimenti di cavità con materiale tipo calce idraulica.
In Consiglio Comunale è stato riferito che l’intervento avrebbe riportato i pareri favorevoli degli organi competenti alle valutazioni ambientali, ma è stato taciuto che i pareri riguardano lo studio di fattibilità e non il progetto esecutivo, in cui sono indicate le tecniche di realizzazione, che risulta sostanzialmente difforme dallo studio preventivo.
D’Altronde il Consiglio Comunale è stato convocato soltanto 24 ore prima della decisione da prendere e quindi i consiglieri non stati messi nelle condizioni di poter esaminare i documenti tecnici del progetto (circa 75 documenti!) e l’attuale maggioranza ha espresso il proprio voto favorevole molto probabilmente senza avere cognizione degli atti allegati.
È necessario un ripensamento generale per evitare che un’opera apparentemente accettabile si riveli nel concreto un irrimediabile “guasto” culturale e ambientale.
Vito Branà - Consigliere Comunale M5s
