«Quando entrai in Polizia c'era una sorta di negazionismo della mafia, poi arrivò la mafia stragista ma oggi lo scenario è cambiato: la mafia non è più provinciale ed invece dobbiamo parlare di macromafie». Così il vice capo vicario della Polizia di Stato, Vittorio Rizzi, nel corso della serata in cui è stato ospite per il Magna Grecia Award, in corso di svolgimento presso Palazzo Beltrani.
Intervistato da Fabio Salvatore, la figura apicale della Polizia di Stato ha tracciato una lucida descrizione dello scenario mafioso oggi, estendendo le sue osservazioni a molti altri importanti argomenti. «Basti pensare a Rocco Morabito - ha esordito Rizzi per illustrare compiutamente come si strutturino le mafie oggi -, il più pericoloso latitante della 'ndrangheta, catturato grazie una cyber trappola: si scambia con un sodale la foto di un bar per darsi appuntamento lì, su una piattaforma che ritengono sicura, ed invece è intercettato e viene trovato in Brasile. Ma chi ha aiutato Morabito? Specialisti in Paraguay per farlo arrivare in Brasile. E che la mafia, oggi, sia sempre più un fenomeno globale lo si comprende dal fatto che operatori importanti stanno comprando spazi nel metaverso, ma fra questi ci sono già i camorristi e non ci sono ancora regole certe per aiutarci a fare il nostro lavoro».
Quanto alla criminalità giovanile, che desta sempre più allarme, «la percentuale dei minori criminali è ancora bassa rispetto agli adulti, ma sta crescendo il loro livello di violenza. In parte è dovuto al mondo digitale, ma poi vi sono i particolari: le gang destrutturate ed occasionali; quelle organiche ai sodalizi criminali; le gang straniere; i trapper; i criminali veri e propri. Lo stupro di Palermo? Trentacinque anni fa lo stupro era un reato contro l'onore, e meno male che oggi le norme sono cambiate e lo configurano quale reato contro la persona e violazione dei diritti umani. Ma se manca una cultura del rispetto uomo-donna non abbiamo fatto nulla: è un problema culturale che va affrontato dal primo giorno di scuola».
Fra coloro che hanno introdotto la serata Giuseppe Tiani, segretario nazionale del Siap: «Le mafie mettono in pericolo le libertà che i nostri padri hanno conquistato. Dobbiamo evitare che il pericolo si concretizzi». E poi Marco Enzo Letizia, segretario nazionale dell’Associazione nazionale funzionari polizia): «I colletti bianchi conniventi sono pochi, ma non sono pochi quelli che, purtroppo, si voltano dall'altra parte».
Al termine del dialogo il Prefetto Rizzi ha ricevuto il Magna Grecia Award con menzione speciale per Rino Lafiandra, il nostro indimenticato concittadino poliziotto che lavorava nel Reparto mobile di Padova e scomparve vent'anni fa a causa di una grave forma di leucemia. E domani, alle 18, presso il Capirro Sport village si terrà a sua volta la ventesima edizione del memorial di calcio a lui intitolato.

















