Racconta don Raffaele Sarno dalle pagine di Facebook: «Visita al reparto di Oncologia Pediatratica di San Giovanni Rotondo
Ci sono giornate che già sai ti resteranno nel cuore, oscillando tra tristezza e speranza, tra lacrime e sorrisi: oggi è stata una di quelle.
Partiamo dall’inizio. Prima di Pasqua, un detenuto della Casa Circondariale di Trani aveva preparato degli origami giganteschi da donare al reparto di oncologia pediatrica del Policlinico di Bari, chiedendomi di far pervenire questi doni a quei bambini, come segno di solidarietà a partire dalla malattia del figlio, segnato dal diabete infantile. Il progetto era andato a buon fine, grazie all’associazione Apleti, anche con una certa eco sui media locali e nazionali.
Si è voluto continuare con questa esperienza e la direzione del carcere ha messo a disposizione del detenuto e di altri 5 compagni un piccolo laboratorio per la realizzazione di questi manufatti, da destinare allo stesso scopo. Ogni giorno questo gruppo, rinunciando all’ora d’aria o ad altre occasioni di svago, dedica il proprio tempo agli origami, con grande passione ed amore.
Mi hanno coinvolto anche questa volta ed insieme abbiamo deciso di offrirli ai bambini di San Giovanni Rotondo; il contatto è stata Sabrina, che ha vissuto in prima persona il dramma di una perdita, e l’associazione Agape, che però hanno voluto la mia presenza al momento della donazione.
Francamente, volevo rifiutare l’invito e limitarmi a consegnare i manufatti, ma ho vinto questa vigliaccheria e questa mattina mi sono recato, sempre insieme a Sabrina, a San Giovanni Rotondo. Ci aspettavano e subito è scattata la meraviglia nel vedere i lavori compiuti, ancor più increduli nell’apprendere la loro origine.
Mi hanno fatto visitare, con molta discrezione, il reparto, mentre facevo fatica a trattenere le lacrime, osservando da lontano la volontaria che, con il carrello degli origami, passava per ogni stanza consegnando i regali, suscitando le reazioni stupite dei bambini.
Celeste, la capo reparto, mi ha mostrato una campanella, spiegandomi la sua funzione: quando un piccolo paziente termina positivamente il suo percorso terapeutico, abbandona il reparto suonandola insistentemente.
Spero che il suo dolce scampanellio lo si oda spesso in quel corridoio».







