«Nello scenario criminale della provincia di Barletta Andria Trani agiscono mafie diverse - autoctone e non - attratte da un vivace e tessuto economico. La presenza di più autonome associazioni mafiose, operative nel territorio negli ultimi trent'anni, è attestata da plurime sentenze definitive di condanna per associazioni di stampo mafioso, sentenze che sono anche i risultati dell'impegno investigativo della direzione Distrettuale antimafia di Bari nel corso degli anni». È quanto si legge, fra le altre cose, nella relazione semestrale di fine 2022 della Direzione investigativa antimafia, da poco rilasciata sul sito della stessa.
In questo scenario criminale complessivo, quello della Bat viene descritto come «connotato da instabili equilibri in cui la peculiare autonomia dei locali clan storici, tesa a mantenere il controllo delle tradizionali attività illecite (estorsioni, traffici di stupefacenti, usura e contraffazione), deve necessariamente coniugarsi con gli interessi e l'influenza delle più strutturate consorterie foggiane e baresi».
Il nostro prefetto, Rossana Riflesso, ha sottolineato come il territorio della provincia rappresenti «un terreno fertile perché gode di un tessuto economico particolarmente attivo e ricco, caratterizzato da piccole e grandi imprese, attività commerciali, industriali e agricole, che ne fanno una delle province più ricche della Puglia».
Per quanto riguarda Trani, le numerose operazioni di polizia concluse negli ultimi anni «hanno significativamente colpito, fra gli altri, i sodalizi criminali dei clan Corda-Lomolino e Colangelo. Nel comunque fluido contesto criminale in cui sembrerebbe confermarsi la presenza del gruppo Fiore-Risoli (compagine satellite del clan Parisi, di Bari) storiche figure dell'ex clan Annacondia potrebbero continuare ad esercitare una forte influenza soprattutto nel settore degli stupefacenti».
