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Triathlon per uomini d'acciaio, a Copenhagen concludono la gara tre atleti dell'Assi Trani

“I limiti sono fatti per essere superati” (dal film Ironman)

È stato come un amore nato per un colpo di fulmine, che cresce sempre più, fino a diventare passione febbrile, incondizionata.

È iniziato così per Stefano Lotito, Gaetano Lopez e Pino Livrieri simpaticamente etichettato come “Pino la bestia”, quasi casualmente il rapporto con gli sport estremi, per quell’innata peculiarità di guerrieri, di coloro che vogliono sempre superarsi e superare limiti ed ostacoli della vita e dello Sport.

La curiosità è tanta in loro, “l’ego” come lo chiamano ancora più forte.

Il passo è veloce, una linea sottile, di un ruscello che velocemente si ingrossa in un grande fiume: dalle distanze brevi del triathlon sprint, alle distanze olimpiche, al Mezzo Ironman noto come 70.3, fino al percorso completo che comprende 3.8km di nuoto, 180.2 km di bici e 40.2 km di corsa.

Sarà un caso oppure no, ma in occasione del 40° anniversario della associazione sportiva Tommaso Assi, il gruppo sportivo festeggia con non uno, non due, ma ben 3 atleti che portano a termine la blasonata competizione più lunga del Triathlon, l'Ironman.

Domenica scorsa a Copenaghen, ci raccontano, “è stata un’odissea di emozioni, dalla notte insonne, alla tremarella nelle gambe prima della partenza, per la quale pensi di non farcela”.

Ma poi con lo squillo di tromba dello starter, tutto si trasforma, grazie ad un’atmosfera pazzesca, in cui si esalta un mondo magico: dall’acqua ghiacciata, alla internazionalità dei pazzi concorrenti, di lingue diverse ma spirito uguale.

La testa è ora solo sulla gara: gambe, braccia e soprattutto cervello, vanno ormai spediti.

Si inizia con i 4 km. di nuoto, che Lotito impiega in 1h04′, seguono poco dopo Lopez 1h13' e Livrieri1h17 senza eccessivi affanni, prima del cambio indumenti ed il passaggio alla gara in bici. Solo 180 km. si fa per dire, in compagnia dell’amico Mimmo Crudele (anche lui ex Tommaso Assi), a distanza “no draft” (senza scia), in cui le gambe pedalano sciolte ad una media di 33 km. nella prima metà, per decelerare in vista della tremenda Maratona (km. 42,195 mt.), intero tragitto effettuato in 5h40′ da Lotito in 5h54' da Lopez e in 6h16' da Livrieri.

Dopo i primi 20 km. di corsa, la stanchezza ora si fa sentire.

Ma la voglia di portare a termine la gara, di essere un “Ironman” appatentato è più dominante delle gambe che iniziano a scricchiolare, delle forze residue che scarseggiano.

Ogni punto ristoro è fondamentale, gel isotonici, banane e crostini, tengono accesa la fiammella dell’obiettivo. Traguardo che dopo 11h28′ per Stefano, 11h47' per Lopez e 12h20′ per Livrieri, diventa realtà “facendoci accapponare la pelle, per un risultato che non avremmo pronosticato, avendo dovuto bruciare in un mese le tappe degli allenamenti, per gli impegni di lavoro” o peggio ancora nel caso di Lopez per una brutta caduta in bici che lo ferma per un mese a ridosso della competizione, continuano i ragazzi.

Ed ora che di diritto sono entrati nel circuito mondiale degli Ironman, i super atleti, cercheranno di alzare l’asticella e togliersi altre soddisfazioni, ad iniziare dai prossimi campionati regionali di acquathlon a Giovinazzo, la gara di casa Triathlon Sprint Trani e perché no, ripetere una lunga distanza partecipando al Mezzo Ironman di Borgo Egnazia .

Altro giro, altri limiti… da superare!

Noi ringraziamo questi tre super atleti "Ironman" per aver portato la Tommaso Assi con loro sul petto lungo tutta l'impresa km per km fino al famigerato traguardo.

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