Il Giornale di Trani ha avuto la possibilità di seguire e raccontare nel suo piccolo Italia-Malta di sabato scorso a Bari, valida per la qualificazione al Campionato europeo 2023-2024. Abbiamo provato a farlo fornendovi sulle nostre pagine social l’essenziale di una partita che in 56.000 hanno visto dal vivo e tanti altri in tv.
Ma è proprio il dato delle presenze allo stadio che ci induce ad una riflessione, che a sua volta mette in moto quella che ad oggi è solo una provocazione: Bari dovrebbe essere lo stadio dell’Italia (almeno per le partite con posta in palio), così come Wembley lo è per l'Inghilterra, proprio dove l'Italia giocherà domani.
Non sono soltanto i numeri a dirlo (dieci vittorie, un pareggio ed una sconfitta), ma il clima che si respira al San Nicola, totalmente diverso da quello di tutti gli altri stadi. Al netto di alcuni censurabili fischi sull’inno maltese, sommersi subito dagli applausi di tutto lo stadio, a Bari si tocca con mano un tifo sempre positivo e costruttivo per la Nazionale: massima spinta, nessun mugugno, tutti a remare dalla stessa parte per portare a casa l’obiettivo. I giocatori in campo questo lo avvertono e rendono decisamente di più.
La cronaca recente delle partite della Nazionale ci ricorda quanta freddezza spesso l'Italia abbia trovato nei massimi stadi come me Roma, Milano, persino Napoli. Ed anche Palermo, che pure sarebbe dovuto essere un altro stadio amuleto, ha finito per scrivere invece una delle pagine più amare con l'eliminazione dagli ultimi mondiali.
Bari e la Nazionale sono davvero un tutt'uno (basti ricordare l’entusiasmo clamoroso della finale del terzo posto del ’90 dopo l’amara eliminazione dall’Argentina) e la Figc non può non tenerne conto: indicare Bari per gli Europei 2032 è il minimo sindacale, proporre Bari come stadio della Nazionale forse è ben più che una provocazione.
