Una testimonianza che parla alle coscienze e al cuore dei giovani, una crepa che non lascerà mai spazio alla rimarginazione, solo un genitore che perde un figlio sa quanto dolore comporta. Il dolore può però trasformarsi: in forza, la stessa che vive negli occhi e nelle attenzioni di una famiglia che ha deciso di far conoscere la storia di Michele Fazio nelle aule scolastiche, nelle parrocchie, in ogni luogo di aggregazione per far riflettere e comprendere l'importanza della legalità.
Scrive sulle pagine social l’associazione Libera presidio di Trani: «Stamattina nell'auditorium dell'istituto Aldo Moro, alla presenza di tutte le classi quinte dell'Istituto Tecnico Commerciale e dell'Alberghiero, Lella e Pinuccio Fazio hanno raccontato la storia del loro figlio Michele che, all'età di soli 16 anni perse la vita, rimasto vittima innocente, nel 2001, in un regolamento di conti tra membri di clan avversari della mafia barese.
Il racconto ha visibilmente colpito ed emozionato i ragazzi tanto che, dopo aver ascoltato con grande attenzione la storia di Michele, molti di loro si sono avvicinati per ringraziare, abbracciare, circondare e trattenere ancora con altre domande Pinuccio e Lella.
Un segnale che ci fa pensare che le parole che hanno ascoltato abbiano lasciato un seme che tanti di questi ragazzi si impegneranno in futuro a coltivare».
