La notizia della futura pedonalizzazione di piazza Re Manfredi ha fatto insorgere molti cittadini e persino l'Ordine degli avvocati, categoria che chiede parcheggi alternativi prima che si giunga all'applicazione di quella misura.
Nel frattempo, però, chiediamo proprio agli avvocati, agli operatori della Giustizia ed ai cittadini tutti se siano davvero contenti di pagare il pizzo ai parcheggiatori abusivi giacché quasi ogni giorno, in quella stessa piazza, i parcometri vengono da questi puntualmente sabotati.
La domanda diventa spontanea, e quasi retorica, nella misura in cui Amet combatte una battaglia impari contro i veri «padroni» della piazza, che sono coloro che infilano nelle fessure dei parcometri per conferirvi le monete metalli, carte e cartoncini per renderli inutilizzabili, così che a quel punto loro possono dimostrare agli automobilisti che le colonnine sono fuori uso e allora si fanno pagare una somma «a piacere» da chiunque parcheggi lì.
Basterebbe questo per indurre le forze dell'ordine a porre un argine rispetto a quello che accade, anche perché siamo proprio all'ombra del palazzo in cui si amministra la giustizia e che di presenza di forze dell'ordine certamente non fa difetto. Ma le priorità, evidentemente, sono altre.
Non è la prima volta che ci occupiamo di tale problema, e lo documentiamo ancora oggi con le foto a corredo che mostrano le fessurazioni intasate, gli operatori di Amet davanti alle colonnine per ripristinarle, il parcheggiatore abusivo di turno con cappellino e borsello all'opera fra i veicoli.
Piazza Re Manfredi pedonale eviterebbe tutto questo ma, probabilmente, insieme con l'invocazione della conservazione dello status quo, forse non ci accorge che ne discenderebbe supinamente anche quella della illegalità.






