Nel pieno di un ponte di Ognissanti che (oltre a consentire di commemorare i defunti) favorisce il turismo destagionalizzato, giunge l'ordinanza del dirigente comandante della Polizia locale, Leonardo Cuocci Martorano, con cui si istituisce il divieto di transito per gli autocaravan in via Mario Pagano, via Ognissanti, via Statuti Marittimi e piazza Plebiscito.
Motivo, «nel corso del tempo sono state riscontrate gravi criticità al regolare flusso dei veicoli nel centro storico - si legge nel provvedimento -, causate dalla circolazione dei caravan in particolar modo nello stesso centro storico cittadino a causa delle dimensioni degli stessi, che non permettono di regolare transito in talune strade. Via Mario Pagano, piazza Libertà, via Ognissanti, piazza Plebiscito sono importanti arterie del centro storico che conducono in aree in cui, per tali veicoli, la circolazione si ritiene debba essere vietata».
Da qui l'istituzione delle seguenti misure: divieto di transito in via Statuti Marittimi, via Banchina al porto, piazza della Repubblica (dall'intersezione con via Cavour fino a via Mario Pagano-piazza Libertà; obbligo di svolta a sinistra per gli autocaravan in piazza Plebiscito per i veicoli provenienti dal lungomare Chiarelli, piazza Plebiscito per quelli provenienti da via Statuti Marittimi-piazza Tiepolo, piazza Libertà per i veicoli provenienti da via Mario Pagano-piazza della Repubblica.
Che gli autocaravan abbiano dimensioni tali da rendere in alcuni casi problematico il transito è un dato oggettivo, come altrettanto oggettivo appare il fatto che non abbiano arrecato danni a edifici ed arredo urbano (se così fosse stato lo avremmo letto nell'ordinanza). Ma escluderli totalmente dalla circolazione in così tanti luoghi, a fronte di un'autentica invasione negli stessi da parte di furgoni e autocarri di dimensioni pari o superiori, dagli spedizionieri ai fornitori delle attività (senza dimenticare le moto di grossa cilindrata che sempre più numerose solcano il centro storico appesantendolo dal punto di vista dell'inquinamento acustico), appare una misura forse non del tutto in linea con la vocazione turistica di una città che anche dai camperisti trae linfa importante per la sua economia.
