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Arte, architettura, cultura, fede e storia: «Ognissanti 2023». Un successo per Fondazione Seca e Polo Diocesano

Grande partecipazione di visitatori, adulti ma anche numerosi ragazzi, tra arte, architettura, cultura, fede e storia del tour gratuito «Ognissanti 2023» organizzato da Fondazione S.E.C.A. e Polo Museale Diocesano di Trani, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.

La visita pomeridiana di sabato 4 novembre, magistralmente guidata dal direttore del Polo Museale di Trani Graziano Urbano coadiuvato dall’operatore culturale Roberto di Gregorio, dottore in beni culturali nonché laureando in storia dell’arte, è iniziata con la Chiesa di Ognissanti, conosciuta anche come la «Chiesa dei Templari», un esempio di stile romanico del XII secolo e parte del patrimonio artistico e culturale dell’Arcidiocesi.
La tradizione locale riconduce la chiesa all'Ordine Templare ma non vi sono documenti storici. L'unica prova storica è una lapide a destra dell’ingresso principale  su cui è riportata l'epigrafe dell'abate Costantino «Hic Requiescit Costantinus Abbas Et Medicus Orate Pro Anima Eius».

Successivamente ci si è spostati al Polo Museale Diocesano di Trani per visitare la sezione del «Lapidarium»  nella sala intitolata a Benedetto Ronchi, direttore onorario del Museo Diocesano.
Durante il Medioevo, nella città di Trani la lastra tombale era un tipo di sepoltura utilizzata per le personalità di rilievo quali: vescovi, cavalieri, medici e professori universitari. Le lastre scolpite venivano collocate sul piano del pavimento degli edifici religiosi, corrispondevano a veri e propri sepolcri, la cui funzione consisteva nel rappresentare prestigiose categorie sociali. Nella sezione del lapidario del Museo sono esposti diversi esempi di monumenti sepolcrali, tra cui la lastra tombale di Nicola Antonio Lambertini senior, signore  di origine bolognese, la lastra tombale dell’Arciv. Giovanni Battista De Ogeda (1560-1573), sulla cui parte inferiore è riportata l’iscrizione dettata dallo stesso Arcivescovo che si definisce «peregrinus iuxta peregrinum», la lastra tombale canonico Francesco Mazzillo (1628) e la lastra tombale di Cornelia Palagano, figlia di Giustina Rocca, prima avvocatessa d’Italia nata a Trani; al centro della lastra la bellissima epigrafe dettata dalla stessa Giustina Rocca che subì il lutto più grande: la morte prematura di sua figlia Cornelia.
«Qui giace la nobile Cornelia Palagano insigne per nascita e per fede. Niente di lei più illustre i genitori generarono, unica speranza dei fratelli e luce anche della Madre. L’età sua non aveva ancora sorriso ai vent’anni, quando con rapido morso la morte violenta la rapì per cui sarà a ragione da rimpiangere in tutta la città, sebbene coi Celesti dimori nei regni beati. L’anno del Signore 1492, 27 gennaio».

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