C'è anche un donatore misterioso, che ha versato da solo 2.000 euro per la causa di Trani soccorso. Non se ne conosce il nome ed è un bene, perché non ha voluto farsi pubblicità attraverso questo gesto. Lo ha fatto sapere Andrea Fasciano, presidente di Trani soccorso, ieri sera in apertura dello spettacolo di Gianni Ciardo con incasso in favore dell'associazione, tenutosi presso il salone Monsignor Giovan Battista Pichierri della parrocchia San Magno.
Allo stato, fra donazioni di singoli cittadini, l'elargizione dell'ignoto benefattore e l'incasso dello spettacolo, Trani soccorso ha raccolto 12.000 dei 20.000 euro a copertura degli ingenti danni procurati dai ladri che misero a soqquadro la loro sede di Villa Segettaro alcuni mesi fa, mentre gli operatori erano in servizio in città. La raccolta fondi prosegue, ma adesso ci sono almeno le condizioni migliori per proseguire i servizi con meno apprensione.
Nel frattempo, davanti ad una platea gremita in ogni ordine di posto (fra cui tantissimi operatori del 118 di Bari, giunti per l'amicizia sincera con Fasciano), Gianni Ciardo come sempre ha intrattenuto il pubblico da par suo, riuscendo pure a trasformare in gag il momento in cui gli è stato chiesto di comunicare la targa di un'auto da spostare con urgenza.
Immancabile la presa in giro al sindaco di turno, sebbene Amedeo Bottaro non fosse in sala, preso di mira così: «Se lui è il primo cittadino, figuriamoci tutti gli altri». Quando però gli è stato detto che l'amministrazione comunale (presente il vice sindaco Ferrante con altri assessori e consiglieri) ha fatto la sua parte nel sostenere la causa di Trani soccorso, Gianni Ciardo ha corretto il tiro sorridendo: «Meh, meh...».
Immancabile la doppia esecuzione musicale di Pasquina ed Enza, i suoi grandi successi da cantante in una carriera che lo vede, proprio quest'anno, celebrare i 50 anni di attività poiché il suo primo spettacolo fu con Nico Salatino nell'ormai lontano 1973.
Non mancano i progetti futuri ma fra questi non c'è la politica, nonostante a Bari l'anno prossimo ci siano le elezioni di sindaco e consiglio comunale: «Lascio fare agli altri - fa sapere al cronista -, anche perché a Bari ci si candida solo per non fare candidare qualcun altro».
Quanto al fatto se lui si senta uno degli ultimi esponenti di una grande generazione di attori pugliesi, Ciardo risponde così: «Questo non lo so, ma so per certo che i giovani oggi vogliono arrivare al successo troppo presto, senza neanche fare la gavetta perché non sanno neanche cosa significhi questa parola. Sono desolato nel vedere in giro tanta violenza, soprattutto giovanile, e questo certamente significa che la cultura sta fallendo il suo obiettivo».
E Trani? «Ci torno sempre con piacere, ma non so se potrò più tornare nei bei teatri che aveva. Purtroppo chiudono anche in altre città e se ne lamentano tutti anche fuori della Puglia, come ha fatto Gabriele Lavia con me proprio nei giorni scorsi. Cinema e teatri chiusi sono il simbolo di una aridità culturale che mi preoccupa sempre di più. Io sono nato proprio a metà del 1900 e quella seconda metà me lo sono goduta tutta. Questo nuovo secolo non mi dà le stesse sensazioni del precedente».





