ASCOLTA LA RADIO FM 101 Mhz
Radiobombo
DAL 1978 LA RADIO DI TRANI - DAL 1999 IL PRIMO GIORNALE ONLINE DI TRANI

«Venerdì a teatro», a San Magno il 17 novembre in scena lo spettacolo «Che stress andare a teatro», di Giuseppe Speciale

Venerdì 17 novembre appuntamento con il quarto spettacolo della quinta edizione della rassegna nazionale di teatro amatoriale “Venerdì a Teatro”, organizzata dalla Compagnia dei Teatranti e cofinanziata dall’assessorato alle Culture della Città di Trani nell’ambito del piano triennale della cultura 2021/2023 alle Ore 21, nell’Auditorium chiesa San Magno, con lo spettacolo a cura del TEATRO STABILE NISSENO che presenta “CHE STRESS ANDARE A TEATRO”, farsa in un atto di Giuseppe Speciale.

La “farsa” è un genere tanto nobile quanto ormai poco praticato, nell’ambito del Teatro italiano di genere. E questo per due paradossali ed opposte ragioni : la prima è che essa sembra sempre un po’ troppo “bassa”, nel gusto e nella forma, e perciò sempre un po’ troppo disdicevole, inadeguata, inopportuna per essere inserita – a cuor leggero - nei repertori e nei palinsesti di compagnie e stagioni di prosa. E già si capisce l’enorme sbaglio compiuto, a suon di clichè e di luoghi comuni. La farsa è il genere latino per eccellenza: e senza neppure scomodare Scarpetta e Petito e Viviani, né il primo Eduardo o il Peppino migliore, ma semplicemente attestandosi sui successi di Salemme e Bucciroso. La seconda ragione è persino più divertente della prima : non occorre che si programmi esplicitamente una farsa, perché il farsesco sia presente in un copione, in uno spettacolo, in una messa-in-scena : in genere è già ampiamente presente nelle commedie e persino in certi spunti drammatici. La farsa è roba da maschere, da clown, da performers abituati allo specifico. La forza fisica richiesta è notevolissima. Non parliamo della concentrazione e della ricerca. Il personaggio farsesco non molla mai, non si eclissa mai, non si nasconde mai. Rimane sotto l’occhio del riflettore, dall’inizio alla fine. Se si arrende per un momento, è la fine. Il pubblico  accetta questa sospensione dell’incredulità a patto che sia sempre coerente con se stessa. ll Teatro Stabile Nisseno  torna alla farsa pura con questa esilarante versione di “Che stress andare a Teatro” Una farsa pensata e scritta per far ridere la gente in un momento storico della nostra vita dove le tragedie umane si susseguono una dietro l’altra. Una farsa affidata alla bravura indiscussa, al talento, all’esperienza unica di tre attori/interpreti/clown che si affidano alle follie di una meta-rappresentazione spericolata e spudorata. Con l’intento di ricongiungere lo spettatore alle risate dell’infanzia e alla malinconia dell’adolescenza.

LA STORIA : Tutto nasce quando ad una coppia Fofò e Catena  (marito e moglie) molto ignoranti, vengono regalati dalla padrona di casa due biglietti omaggio per andare a vedere a teatro uno spettacolo di ricerca. Uno spettacolo radical chic. Dopo i primi tentennamenti e dubbi decidono di andare. C’è da scegliere però l’abbigliamento adatto per una serata così “speciale”. “Cappello o non cappello ” . “Abito lungo o corto” . “Vestito con cravatta o senza”. Scelte difficili per chi non pratica abitualmente un teatro. O per meglio dire per chi come Fofò e Catena non lo praticano affatto. Però il tempo stringe e bisogna decidere in fretta. Se poi a far perdere tempo ci si mette pure una “strana” vicina  di casa che non perde occasione per presentarsi sempre con scuse diverse a casa dei coniugi Fofò/Catena tutto diventa più complicato e inverosimile. Come è tipico della FARSA, non mancano i colpi di scena, i ribaltamenti di ruolo, le situazioni paradossalmente comiche che s’innescano una nell’altra. Sono tutti spunti possibili per ampliare le scene in altrettante ipotesi brillanti, con la chiara intenzione di rendere quanto più comico possibile il tessuto drammaturgico. Cercando – al tempo stesso – di lasciare intatta la carica ironica del testo, destinandola ai suoi scopi minimi (se non di critica sociale) quanto meno di riflessione. La nostra Compagnia cerca di raccontare frammenti di verità (quando è possibile) attraverso lo strumento del divertimento: sia esso nel segno della commedia, che in quello, più surreale e fisico, della farsa. Buon divertimento  CAST : Giuseppe Speciale, Salvina Fama, Anna Polidoro. Regia Giovanni Speciale. Assistente alla regia Antonio Stella.

Prevendita: Edicola Friends, via Lambertini 67


Notizie del giorno

Duc: mobilità, botteghe e turismo, la strategia per ridisegnare Trani Verde, mai una gioia: domani riapre la villa, ma chiude pineta Cappuccini: alberi a rischio schianto Biblioteca, domani 156mo compleanno: programma eventi Duc e commercio locale, oggi dibattito tra i candidati in biblioteca Supercinema e Impero, oggi a San Luigi confronto fra associazioni e candidati sindaco Decennale Fondazione Seca, eventi da domani al 25 aprile Punti facilitazione digitale, oggi l'inizio dei corsi a Trani Terza, Asd sconfitta con l'Adelfia e venerdì chiude contro il Borgovilla Comunali e trasparenza, De Simone (Fdi): «Si revochi subito bando Amet» Comunali, Bottaro e il mare: «Anche la propaganda ha un limite: i fatti dicono ben altro» Un altro weekend ricco di emozioni per la «Judo Lotta Trani» ai nazionali Under 20. Run4Hope 2026, oggi tappa a Trani fra sport e solidarietà per la fibrosi cistica «Una vita senza sbarre»: domani in Lega navale il libro di Giannicola Sinisi sulla giustizia riparativa “Aspirate alla santità”: questo giovedì in Cattedrale la veglia per le vocazioni Comunali, arriva il secondo comizio: domenica prossima Marinaro Il Crocifisso di Colonna quest'anno a San Giovanni: il programma A Trani la rivoluzione gentile delle lettere: l’iniziativa di Giuseppe Laurora presidente dell’Ebanista Scienza e scuola: il comprensivo Rbpd ha incontrato Giuliana Galati Rubrica storica: piazza XX Settembre È in edicola il nuovo numero del Giornale di Trani: «La cura dimagrante»