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Verde a Trani, un cittadino: «Ignorate le linee guida, il censimento non è un ordine di abbattimento»

Egr. Direttore, mi permetto di intervenire, da semplice cittadino, sulla questione relativa ai recenti abbattimenti di alberi nella nostra città.

Al di là delle polemiche politiche, è fondamentale comprendere che la gestione del verde pubblico è altra cosa rispetto alla potatura di una cycas sul balcone di casa propria!

Per tale motivo sono state emanate dal Ministero dell’Ambiente le “LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DEL VERDE URBANO E PRIME INDICAZIONI PER UNA PIANIFICAZIONE SOSTENIBILE” https://www.mase.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/comitato%20verde%20pubblico/lineeguida_finale_25_maggio_17.pdf

In questo documento, che ripeto non è stato scritto né dal sottoscritto tantomeno da associazioni ambientaliste, sono indicate le procedure che i comuni dovrebbero seguire per una corretta gestione del patrimonio verde.

Quindi bisogna chiedere ai nostri amministratori e tecnici, se sono state seguite le corrette procedure prima degli interventi ai quali stiamo assistendo; perché il censimento del verde, documento redatto nel 2021 dall’agronomo dr. Guerra, è solo uno dei primi passaggi indicati dal documento ministeriale, ma non è un’autorizzazione ad abbattimenti indiscriminati! Se non si riesce a comprendere questo ogni discussione non ha senso.

Quindi, l’invito a tutti gli attori è quello di leggere attentamente le linee guida ministeriali per evitare irreparabili danni al patrimonio verde. D'altronde, come in un gigantesco puzzle, i cambiamenti climatici, ai quali stiamo assistendo, sono anche il frutto di tanti piccoli e quotidiani attacchi al nostro patrimonio arboreo.

Infine faccio notare che spesso il problema delle radici che danneggiano marciapiedi e strade è conseguente alla copertura delle stesse. Gli alberi che vivono nelle aiuole non danno questi problemi. Quindi bisognerebbe creare spazi liberi intorno ai fusti e, come molti geologi consigliano, “aprire” le piazze ed i marciapiedi con ampie zone di terreno, cosa che favorirebbe anche il drenaggio delle acque meteoriche (vedesi piazza delle Repubblica). Si creerebbero così zone verdi più fruibili, magari con attrezzature sportive e giochi per l’infanzia,  favorendo il movimento e l’esercizio fisico in una popolazione sempre più affetta da patologie legate all’ipocinesi.

Francesco Maria D’AMORE


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