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«Virtual ergo sum», presentazione del libro di Gianni De Iuliis questa domenica allo Sporting di Trani

Verrà presentata domenica 3 dicembre, alle ore 18.30 presso lo Sporting club di Trani, l’ultima fatica letteraria di Gianni De Iuliis, dal titolo «Virtual ergo sum» Nuova PALOMAR, Bari.

Il titolo del libro s’ispira evidentemente alla cartesiana Cogito ergo sum. In particolare, l’espressione Virtual ergo sum – ancorché imprecisa, asimmetrica e arbitraria, visto che nella prima parte, oltre alla licenza di una contaminatio tra inglese e latino, abbiamo inserito, dinanzi alla congiunzione ergo, un aggettivo invece di un verbo, considerandolo comunque un predicato nominale con copula sottinteso – riflette il senso più profondo dell’azione di una tecnologia in grado di trasportarci in una realtà diversa, altra, elaborando un ambiente digitale sostitutivo del reale.Facendo seguito alla fortunata espressione di Jaron Lanier,  Virtual Reality (VR), il mercato ha quindi proposto tecnologie sempre più sofisticate per implementare il segmento della Realtà Virtuale. È evidente che l’offerta di mondi virtuali incrocia una precisa domanda da parte del consumatore. Abbiamo quindi dimostrato che tale domanda non rivela una mutazione antropologica. Nessuna metamorfosi dell’umano: l’avventura esistenziale di ogni singolo individuo, dalle origini della storia a oggi, sembra una continua ricerca di mondi virtuali, di realtà altre.Abbiamo definito tale atteggiamento escapista, attingendo dall’universo terminologico anglosassone il verbo to escape, sottolineando la tendenza dell’uomo, sin dagli albori della sua comparsa sulla Terra, ad aumentare fino a superare la realtà, confondendo reale e virtuale. Anzi il virtuale supera il reale.

Emerge una costante escapista nella storia dell’umanità, per cui il virtuale sostituisce sistematicamente il reale. Mito, Religione, Scienza, Metaverso, NFT, Filosofia, Arte, comportamenti collettivi (moda, consumismo, conformismo, complottismo, addiction e sim.) sono dunque sfaccettature fungibili di uno stesso prisma. Sono strumenti equivalenti, intercambiabili, che connotano l’umano e ne definiscono la sua principale caratteristica: progettare un’esistenza altra, alternativa o antitetica o complementare o funzionale a quella reale.

Anzi la VR, così come si sta connotando commercialmente e così come è rinviata e rilanciata da un mercato bulimico e incredibilmente afasico e privo d’immaginazione, sembra ampiamente superata dalle forme tradizionali di virtualis.

Se la storia dell’umanità è una grande fuga.

Se la storia dell’umanità è una titanica ribellione contro le categorie dello spazio e del tempo.

Se la storia dell’umanità è una ricerca affannosa e sterile di un senso del reale.

Se l’unica possibilità esistenziale del singolo è trovare un significato nel virtuale, nel non reale.

Se l’umano è tale perché è virtuale.

Allora tutto è virtuale.

L’uomo cioè proietta fuori di sé la sua essenza virtuale, nel senso che categorizza tutto ciò con cui viene a contatto secondo i suoi schemi meta reali ed escapisti, dando luogo a un  processo di perenne smaterializzazione, d’infinita destrutturazione. Dalle grandi produzioni spirituali ai più diffusi comportamenti collettivi, ai fenomeni culturali, ai più banali gesti della comune quotidianità. Tutto ciò che concerne il genere umano sembra perdere la sua nozione di essere in sé, di essere autonomo, di essere come sostanza, subendo quindi una continua trasmutazione ontologica che lo porterà a una sorta di svuotamento sostanziale ed essenziale. 

Cartesio, mediante il cogito ergo sum, faceva derivare l’auto-evidenza dell’esistenza del soggetto conoscente dalla certezza del suo pensiero, e quindi in ultima analisi faceva derivare la possibilità d’ esistenza di ogni altra realtà dal pensiero: ESISTE SOLO CIÒ CHE SI PENSA. Utilizzando lo stesso metodo cartesiano, mediante il virtual ergo sum intendiamo fare derivare l’auto-evidenza dell’esistenza del soggetto dal suo essere virtuale. Quindi ogni altra realtà esiste in quanto manipolata, trattata, vissuta da un soggetto virtuale. E inerendo con tale soggetto è a sua volta virtuale. Se quindi Cartesio parte dall’identità dell’esistenza con il pensiero, noi affermiamo l’identità dell’esistenza con la non esistenza, la non realtà, il virtuale.

IL SOGGETTO È ENTE VIRTUALE / NON REALE;

LA REALTÀ INERISCE CON L’ ENTE VIRTUALE / NON REALE;

LA REALTÀ È VIRTUALE / NON REALE.


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