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Trani, cede altra falesia a levante. Bottaro: «Abbiamo pronti quasi 2 milioni»

Un'altra porzione di falesia lungo il litorale di levante è crollata nei giorni scorsi a seguito delle abbondanti piogge e mareggiate. Ad accorgersene, alcuni podisti che utilizzano quel sentiero, denominato «Passeggiata di levante» in adiacenza alla cosiddetta Baia del gruccione.

Quando si sono visti il terreno oltre la staccionata ridotto all'osso si sono resi conto del fatto che qualcosa probabilmente era accaduto: le loro foto, scattate nell'immediatezza, rendono l'idea di un cedimento avvalorato dal biancore della falesia, evidentemente a seguito di un distacco appena avvenuto.

Secondo alcuni cittadini ambientalisti, che frequentano la baia dei gruccione sia come bagnanti, sia durante il tempo libero, si tratterebbe in ogni caso di cedimenti naturali provocati da agenti atmosferici e dall'erosione del tempo. Il loro auspicio è che il rimedio non sia murare o cementificare, ma opere a zero impatto ambientale come un riversamento di ciottoli o un rafforzamento delle «chiancate» per frenare il moto ondoso.

Il sindaco, Amedeo Bottaro, fa sapere a sua volta che «proprio nei giorni scorsi si è sbloccato in Regione, dopo quasi dodici anni, un procedimento per la messa in sicurezza di quel tratto di falesia dal lungomare Mongelli alla Baia dei gruccione, per il quale il comune ha sempre disponibile a un finanziamento di 1.900.000 euro. Il progetto esecutivo è stato mutato per ben tre volte - aggiunge il primo cittadino -, ma alla fine ci siamo e, quasi certamente, all'inizio del 2024 metteremo a gara i lavori che potranno partire a settembre-ottobre del prossimo anno, dopo la fine della stagione estiva».

L'intervento in programma dovrebbe essere quasi sovrapponibile a quello previsto dalle Matinelle al ponte Lama, nell'ambito del ben più ampio progetto «Trani costa sud» avverso il quale alcuni cittadini destinatari di esproprio hanno proposto ricorso al Tar per bloccare la procedura di penetrazione nelle loro proprietà e sollevando censure sull'impatto ambientale dell'opera.

Bottaro la difende estremamente garantendo che «si tratterà solo di interventi di difesa della falesia senza alcuna infiltrazione di cemento» e, nel complesso, contrappone uno scenario futuro che la città può, allo stato, solo immaginare: «Dall'ex Angelini al ponte Lama sta cambiando tutto. Tempo ci vorrà, ma il percorso virtuoso è avviato».


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