Apprendiamo dalla stampa locale la notizia che il consiglio comunale si accinge ad approvare l’acquisizione dei due ex cinema storici della città: l’Impero e il Supercinema. La notizia non può che essere allettante anche in considerazione dell’assenza di cinema e teatri in una città capoluogo di oltre 50.000 abitanti e che da sempre si fregia di essere città culturale. Ciò che manca è prima di tutto un cinema e un teatro, eventuali ulteriori utilizzi devono essere secondari e ben ponderati.
Riteniamo, tuttavia, si debba procedere avendo ben chiaro a cosa si va incontro.
Evidenziamo che se è vero che il Supercinema è tutelato dal vincolo della Soprintendenza quale bene di notevole interesse culturale, è anche vero che tale vincolo è stato apposto grazie all’interessamento di alcune associazioni cittadine e non certo in virtù di richiesta da parte del Comune di Trani, ovvero degli uffici preposti o degli organi di governo locale; così come risulta assente qualsiasi iniziativa volta a garantire la sicurezza e lo stato di conservazione dell’immobile tutelato ai sensi dell’art. 30 del D. Lgs. n. 42/2004 e che oggi versa in totale stato di degrado sia strutturale che impiantistico e delle rifiniture. Il cinema Impero, invece, non è tutelato da alcun vincolo e ciò andrebbe fatto quanto prima, in un’ottica di tutela sia sotto il profilo urbanistico che al fine di consentire l’auspicato controllo della Soprintendenza in fase progettuale ed anche di esecuzione dei lavori di ristrutturazione e/o consolidamento statico.
Andrebbe anche, a parere della scrivente associazione, ben ponderato il costo dell’intera operazione, che va eseguita in una libera contrattazione tra le parti, anche sulla scorta della perizia di stima di soggetto terzo super partes, come è l’Agenzia delle Entrate, ma valutando il valore venale non sulla base di relazioni tecniche di parte o di meri dati catastali, ma effettuando sopralluoghi in loco. È stato fatto? Sembrerebbe di no. Il valore venale deve scaturire dal rilievo plano altimetrico effettuato in loco e dalla valutazione dello stato di conservazione e manutenzione strutturale, impiantistico e delle rifiniture, da verificare attentamente. Senza questi accertamenti la stima potrebbe non essere corretta.
Così come in un’ottica di recupero dell’immobile ex Supercinema, gli uffici dovrebbero effettuare controlli sulle strutture e sulla vulnerabilità sismica.
Il tutto al fine di evitare sorprese a posteriori di natura economica, che graverebbero sulle casse comunali ed in tal senso non si comprende come mai non ci sia nessuno studio di fattibilità con annesso quadro tecnico-economico di ciò che si intende realizzare, comprese le spese di gestione di cui non si sa nulla – perfino il costo dell’assicurazione contro gli incendi ha una notevole incidenza.
Dunque, si chiarisca alla città come si intende procedere e con quali mezzi economici, auspicando che la destinazione primaria dei due immobili sia ben definita, evitando inutili calderoni che rischierebbero di essere mal gestiti.
Trani, 27 dicembre 2023
Associazione Cittadinanza Attiva OIKOS Trani APS
