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Trani, acquisto teatri: consiglio unanime. «Sì» anche dalla Lega

Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità con 24 voti favorevoli (9 gli assenti) l'acquisto di Impero e Supercinema. A favore dell'operazione anche il consigliere leghista Giovanni Di Leo, unico della minoranza che ha partecipato al voto dopo che i colleghi De Toma (Forza Italia) e Ferri (Fratelli d'Italia) avevano in ogni caso preso la parola durante la discussione.

Il Comune di Trani dunque, attraverso la contrazione di un mutuo con Cassa depositi e prestiti, acquista entrambe le strutture dalle rispettive proprietà private al prezzo complessivo di 1.712.000 euro. Di seguito la discussione in aula.

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Bottaro. Partiamo dall'assenza atavica di un teatro e di contenitori culturali. Il teatro ci manca dal 1958, siamo un grande teatro all'aperto ma ci mancano le strutture al coperto. Però abbiamo due cinema chiusi, ed allora nel 2022 abbiamo avviato le interlocuzioni con entrambe le proprietà, e su quelle trattative ci veniva chiesto il massimo riserbo.

Non abbiamo fatto sopralluoghi? Io e i miei dirigenti siamo entrati decine di volte in entrambe le strutture. E siamo stati persino al terzo livello del Supercinema e nella buca dell'orchestra dello stesso teatro.

Siamo poi passati alle stime, e le abbiamo fatte con l'Ufficio estimo di Agenzia delle entrate: ci sono state consegnate ad agosto. Per il Supercinema è risultata leggermente superiore alla richiesta della proprietà, per l'Impero inferiore. Entrambe le proprietà si sono dichiarate disponibili e hanno persino rinunciato anche all'Iva.

Non nascondo che vi siano delle criticità. Infatti, eravamo partiti dall'idea di comprare una sola struttura. Poi abbiamo pensato che manchiamo di un teatro, ma un solo teatro non può da solo assolvere a tutti i compiti e rispondere a tutte le esigenze. Così, una struttura sarà solo teatro e l'altra polifunzionale.

Perché non li costruiamo nuovi? Perché dovremmo de-localizzarli in periferia. E poi si sarebbero potuti trasformarsi persino in strutture di vendita. Ed allora noi, come pubblico, siamo intervenuti per recuperare due strutture storiche, che hanno cent'anni di vita e raccontano la cultura della città.

Come li ristrutturiamo? Il prezzo d'acquisto è un affare, ma è vero che ci saranno lavori da effettuare con relativi costi. E qui ci verrà incontro la Regione, con fondi per l'effettivo recupero di entrambe le strutture. Perché la Regione? Perché queste due strutture non saranno appannaggio solo dei cittadini di Trani. Ed il governatore Emiliano ci ha risposto, confermandoci la piena disponibilità della Regione a finanziare i lavori, perché c'è già una linea di finanziamento per il recupero di cinema e teatri, a cominciare dai capoluoghi di provincia.

Chi li gestirà? Il problema ce lo siamo già posti e puntiamo ad un partenariato pubblico-privato, e per il teatro potremmo avere anche il supporto del Teatro pubblico pugliese, di cui la città è socia. E poi c'è Metro plus, con oltre 5 milioni che sarebbero disponibili già per lo startup.

Nel 2013 il consiglio comunale, con il centrodestra al governo, votò l'acquisizione del Supercinema con il voto favorevole anche di tanti consiglieri del centrosinistra, compreso Mimmo de Laurentis cui oggi dedichiamo questo momento: oggi stiamo completando quel percorso di dieci anni fa.

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De Toma. Impero ok, ma riaprire il Supercinema avrà dei costi notevoli. Serve molta attenzione in quello che si andrà a fare da questo momento in poi. E serve molta più precisione sulla futura gestione dei beni.

Di Leo. Non sapevo delle trattative in corso, ne sono felice perché tutti sanno quanto mi sia impegnato per questo problema. Pertanto, non posso non approvare favorevolmente questa proposta di delibera.

Topputo. Eravamo fortemente carenti sui contenitori culturali e adesso realizziamo questo passo fondamentale per il bene della nostro comunità.

Cornacchia. Se possiamo acquistare i due beni con un mutuo è solo perché abbiamo risanato le nostre casse e possiamo permettercelo. Adesso attendiamo la Regione e l'opportuno partenariato pubblico-privato. Torniamo a respirare cultura.

Loconte. Sono orgoglioso di quello che con i colleghi stiamo facendo oggi per il bene della città. Il pubblico subentra al privato e programma cultura. Massima fiducia sul supporto della Regione e ribadiamo con forza questa inversione di tendenza in direzione della cultura.

Di Meo. Da questa sera parte una rigenerazione culturale per la città e l'intero territorio. Torneremo ad avere il prestigio perduto con un provvedimento tanto gravoso quanto fondamentale per riportare cultura a Trani. Torniamo ad offrire luoghi di aggregazione differenti, senza migrare più da alcuna parte.

Corrado. La ristorazione non va demonizzata, anche perché a Trani abbiamo ben due stelle Michelin. Ma oggi è una giornata storica che apre una nuova sfida per la seconda e terza fase di questa operazione: infatti, passata l'enfasi per l'acquisto, inizierà la telenovela su quando riaprire i due beni.

Morollo. Devo ricordare che a Trani manca anche un laboratorio urbano. Allora così colmiamo un gap, ma dobbiamo prestare molta attenzione sulla futura gestione: rischiamo di avere due bellissimi contenitori senza i contenuti.

Ferri. Lo scenario del 2013 e quello di oggi sono completamente diversi: oggi abbiamo un crollo verticale degli spettatori e i cinema chiudono. L'operazione mi sta bene, ma sono preoccupato dalla Regione, sul cui impegno non metterei la mano sul fuoco. A me sembra una delibera monca dei gravosi impegni successivi.

Laurora T. La delibera non nasconde il fatto che si vada incontro ad una ristrutturazione pesante, ma dobbiamo dare atto all'amministrazione comunale di avere avuto lungimiranza. Il caso di Palazzo Beltrani ci insegna che si può fare esattamente la stessa cosa.

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Bottaro. Ringrazio tutti e aggiungo che sono tranquillo anche sulla fase due e fase tre: infatti, mi state responsabilizzando tutti. Oggi ci stiamo rivelando affidabili e, come lo siamo stati con i privati, così lo saremo anche con la Regione. E stiamo dimostrando coraggio, e lo dico anche con riferimento alla minoranza che ha scelto di sostenerci e che ringrazio. Tanti altri beni furono acquistati che erano ruderi e tutte le scelte si sono rivelate vincenti: oggi stiamo aggiungendo un altro momento storico a tutti quelli.


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