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Mercato ai Ruggia, Casambulanti rincara la dose: «Lì dentro non ci va neanche la metà delle bancarelle»

La notizia dell’incarico per studiare la fattibilità del trasferimento del mercato settimanale di Trani nei Capannoni Ruggia continua a suscitare facili entusiasmi in chi, da una parte, evidentemente non sa neppure quali siano i termini della questione e non vede l’ora di farne strumento da campagna elettorale e chi, dall’altra, sa benissimo come stiano le cose e non si fa mettere a giro.

Caro Sindaco, lascia perdere. Risparmiati quei soldi (incarico da 1.000 euro, ndr). Ma davvero credi di poter mettere all’interno di quell’area, così come attualmente strutturata e senza possibilità alcuna di essere rimodulata e riorganizzata, tutti i posteggi del mercato settimanale del martedì?

 Amedeo, risparmiati quei soldi e discutiamo seriamente del mercato prima che il tuo mandato giunga a termine e lasci il bubbone a qualcun altro o prima che cambino altri quattro o cinque assessori al commercio.

Premesso che l’attuale e vigente Piano del commercio sulle aree pubbliche ed il Documento strategico del commercio della città di Trani prevedono espressamente che il mercato settimanale del martedì è formato da ben 337 posteggi, di cui 308 del settore non alimentare e 29 del settore alimentare, e che per legge il comune, in caso di trasferimento del mercato, deve garantire una superficie che deve tendere ai 32 metri quadrati per ciascun operatore, il geometra incaricato dal comune di Trani già di fronte a questi numeri non dovrebbe neppure avere la necessità di mettere mano al computer o alla rotella metrica per rendersi conto che si parla di fantascienza.

Ammesso che ci fossero un centinaio di posteggi da sopprimere ma ancora da revocare, quindi seguendo procedure non certo sbrigative né veloci, vista anche la posizione del Presidente Mattarella a tal riguardo quindi la messa a bando di tutti i posteggi attualmente liberi, ne resterebbero sicuramente oltre duecento da sistemare.

Per il professionista incaricato non dovrebbe essere poi tanto difficoltoso comprendere che, a questo punto, servirebbero almeno due chilometri lineari per ospitare quelle postazioni di vendita, compresi i mezzi pesanti che devono essere posizionati necessariamente, come oggi avviene, dietro i posteggi perché strumentali alle vendite. Poi si deve aggiungere almeno mezzo metro tra una postazione e l’altra, come previsto dalle norme sulla sicurezza, quindi superando abbondantemente quei due chilometri lineari.

Come farà allora il geometra a ficcare tutte quelle postazioni di vendita negli spazi disponibili agli ex Capannoni Ruggia? Altro che entusiasmo! Entusiasmo di cosa? Del nulla!

Caro Amedeo e cara assessora Pizzichillo, non alimentate facili e strumentali processi che potrebbero seriamente portare al paradosso. Piuttosto, se questo è un modo per deviare l’attenzione dalle nostre reiterate richieste di sistemazione dell’attuale mercato settimanale, allora dovete cambiare repertorio. Tra quelli che, polisindacalisti,  sono ancora rimasti in silenzio e quelli che si entusiasmano con tanta facilità, questa rischia seriamente di diventare la burla dell’anno.

Sindaco Bottaro, è da un po’ che non ci si vede. Chiamaci e convoca anche il geometra. Sediamoci e vediamo insieme cosa significhi trasferire un mercato in un’area polifunzionale attrezzata. Il resto è fantascienza e non serve proprio a nulla se non a sperperare denaro pubblico.

Savino Montaruli - Ufficio di presidenza Casambulanti

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