Forse le sedie le avevano utilizzate in un locale o a casa di qualcuno, forse stavano per portarle in qualche luogo in cui erano richieste. Di certo è inusuale vedere ragazzi con sedie di legno pieghevoli girare per la città.
Un gruppo di questi è stato fotografato in via De Robertis, davanti alla barriera chiusa del passaggio a livello, seduto nell'attesa della riapertura delle sbarre: inevitabilmente è partita la foto che è circolata sui social e che riprendiamo.
Lo facciamo nella misura in cui accettiamo benevolmente la provocazione dei ragazzi in merito alle lunghe attese per il passaggio dei convogli, la riapertura delle sbarre e i lavori del sottovia che ancora non partono. Ma anche per cogliere e porre all'attenzione di chi legge anche un segnale che, forse, ci deve fare riflettere.
Infatti le sedie per strada, davanti ai sottani nel centro storico e non solo, sono un segnale di condivisione e socializzazione: le si mettono in circolo e si parla, ci si confronta, si scambiano battute, si ride e si scherza. In questo caso invece i ragazzi, che avendo le sedie si ritiene siano fra loro amici, sono tutti con la testa china sul telefonino. Minuti persi attendendo il treno, occasione socialmente persa per una chiacchiera che non fa mai male.
