«Il recupero di Villa Telesio è un'ambiziosa iniziativa, fortemente sostenuta anche dal consigliere comunale Claudio Biancolillo, che sottolinea il nostro impegno a preservare e valorizzare il nostro patrimonio territoriale, contribuendo a promuovere la bellezza del nostro ambiente e la salvaguardia delle nostre radici storiche». Così l'assessore comunale Cecilia di Lernia, commentando la notizia della formalizzazione del trasferimento del cantiere all'impresa tranese Edilizia Di Ciommo.
I NUMERI
Sarà questo l'operatore che, dall'inizio della prossima settimana, più specificatamente svolgerà i lavori di restauro, risanamento conservativo e valorizzazione del giardino Telesio, comprensivi della messa in sicurezza del muro di recinzione e dell'area verde in esso contenuta. La Di Ciommo si era aggiudicata la gara proponendo un ribasso del 25 per cento rispetto ad una base d'asta di 171.000 euro, per un importo di 128.000 euro che, fra oneri per la sicurezza e Iva diventa di complessivi 158.000 euro.
Per Villa Telesio, spazio pubblico ubicato fra le vie Tolomeo, Pozzo piano e corso don Luigi Sturzo, sembra dunque la volta buona. Grazie ad un finanziamento da tempo ottenuto di 236.000 euro, adesso si potranno realizzare i lavori sulla base del progetto definitivo-esecutivo redatto dal raggruppamento temporaneo di professionisti formato dagli architetti Elio Conte (capogruppo) e Martina Autiero (mandante).
SEI ANNI DI ATTESA
Il finanziamento, frutto dell'accorpamento di due diverse somme in una sola, era stato concesso nel 2018, quindi ben sei anni fa, per il recupero e valorizzazione dell'area verde e messa in sicurezza delle strutture in essa contenute, con particolare riguardo al pregevole muro di cinta che cinge l'area, oggi ancora più in dissesto a causa dei pesanti arbusti rampicanti che hanno distaccato diversi conci dal portale d'ingresso sul lato nord.
Il giardino Telesio, risalente ad un periodo compreso fra diciottesimo e diciannovesimo secolo, è un bene vincolato come architettonico e giardino dal 1982. È considerato un bene culturale in quanto unico esempio di giardino storico privato, sopravvissuto intatto con l'impianto originario nel territorio tranese.
STORIA E VINCOLI
La famiglia Antonacci, committente del giardino, lo fece costruire all'interno dei suoi latifondi. Quindi, contrariamente a quanto avveniva di solito, lontano dalla villa patronale ed in piena campagna. L'impianto arboreo ha una superficie di circa 6.600 metri quadrati e conserva specie di notevole importanza e valore. Nella stessa area verde vi è un casino del tè oggi in stato di avanzato degrado ma pur sempre di stile eclettico, unico esempio di architettura di questo tipo nella città di Trani.
L'area verde è strutturata secondo lo stile misto, tipico dell'Ottocento, in cui i viali serpeggianti e irregolari danno l'idea di un'area incolta tipica degli stilemi del giardino all'inglese. Oltre a già citato casino del tè, con annesso colonnato, il giardino ospita anche un secondo fabbricato, probabilmente adibito a stalle, oggi diruto.
Il giardino è delimitato dal muro di cinta, che riporta tracce di aperture precedenti sul prospetto dal lato di via Pozzo Piano, sia in corrispondenza delle strutture interne, sia in posizione decentrata. Il primo portale, coperto oggi da ponteggi, presenta lo stemma della famiglia Antonacci unito a quello della famiglia della Valle. Quello più a destra le iniziali G.A.
INTERVENTI PREVISTI
Si prevedono i seguenti interventi: restauro e risanamento dei paramenti murari; messa in sicurezza dei fabbricati; sistemazione dei percorsi pedonali interni al giardino mediante realizzazione di un cassonetto in terra stabilizzata ecologica performante, priva di additivi cementizi, che si ottiene mescolando il terreno in sito con materiale di cava e specifici prodotti per l'impasto; nuovi arredi urbani all'interno del giardino, fra cui cestini porta rifiuti, panchine e cartelli informativi.
