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«Accogliere domande se non c'è gara»: parapedonali, Tar condanna Comune di Trani

«Il Comune di Trani ha violato il diritto di iniziativa economica della parte ricorrente, eludendo l'obbligo di pronunciarsi in merito all'istanza presentata dalla società interessata». Così la Terza sezione del Tar Puglia (presidente Adamo, a latere Dibello e Giancaspro), decidendo sul ricorso proposto dalla società Finpuglia affissioni (difesa dall'avvocato Isabella Tritta) contro il Comune di Trani (difeso dal responsabile dell'avvocatura comunale, Michele Capurso), a seguito del «no» all'installazione di transenne parapedonali pubblicitarie.

RIFORMATO IL «NO» DEL COMUNE

La società ha chiesto ed ottenuto l'annullamento del provvedimento adottato dal dirigente del Suap in merito,  con il conseguente obbligo del Comune di Trani «di riesaminare in ogni sua parte l'istanza presentata dalla Finpuglia - si legge nella decisione -, anche ai fini del rilascio di autorizzazione temporanea nelle more (e quindi risolutivamente condizionata alla indizione della) procedura ed evidenza pubblica prevista dalla risalente norma regolamentare sinora rimasta inattuata».

IL RICORSO

La Finpuglia aveva presentato apposita istanza il 19 settembre 2023, richiedendo al Comune di Trani l'installazione di pannelli pubblicitari su tutte le transenne parapedonali ubicate nel territorio cittadino. «Le richieste - si legge nel ricorso proposto, discusso e deciso -, tutte munite di asseverazioni certificate e della documentazione tecnica relativa ad ogni singolo impianto da installarsi, venivano proposte anche in via provvisoria tenuto conto del fatto che ad oggi non risulta, a distanza di oltre nove anni dall'approvazione del Piano generale degli impianti pubblicitari - scriveva l'avvocato Tritta - che il Comune abbia mai provveduto ad emanare alcuna gara per l'affidamento In concessione dei vari lotti».

L'intervento richiesto avrebbe anche consentito di porre fine ad un crescente degrado. Infatti, «tale ingiustificabile e protratta inerzia - si leggeva ancora nel ricorso - ha così consentito il dilagare di un conclamato, inammissibile abusivismo, risultando numerosi spazi utilizzati da soggetti privi di alcuna autorizzazione e che dunque non corrispondono alcun corrispettivo all'ente, oltre ad un altrettanto conclamato stato di degrado urbano, risultando molte transenne seriamente danneggiate ed in totale stato di abbandono».

IL DIRITTO DI LAVORARE

La risposta del Comune di Trani aveva letteralmente spiazzato la Finpuglia, nel cui ricorso si sottolineava quanto il provvedimento di diniego costituisse «una macroscopica elusione da parte della pubblica amministrazione dell'obbligo di conclusione del procedimento amministrativo». Il tutto inquadrato in uno scenario di «mancanza di strumenti pianificatori attuativi che non può costituire una ragione sufficiente a negare l'autorizzazione richiesta, sia pur temporanea, poiché nelle more dell'attuazione del regolamento vigente non può essere compresso il diritto di iniziativa economica privata costituzionalmente protetto - contesta l'avvocato Tritta -, impedendo l'esercizio dell'attività economica nel settore della pubblicità e sacrificando l'iniziativa economica non per la tutela di superiori interessi economici o sociali, ma per la mera inerzia della pubblica amministrazione».

STOP ABUSIVISMO

Il Tar ha quindi chiarito che il Comune di Trani non avrebbe potuto respingere quella proposta di installazione di impianti pubblicitari, in ragione di una gara tuttora non emanata ed in prospettiva della quale non ci sono date di alcun tipo.

E a questo punto lo scenario appare molto chiaro: il Comune, conformandosi al dictum giudiziale, dovrà rilasciare questa ed anche altre autorizzazioni, qualora le relative richieste giungano, e dovrà farlo soprattutto nel suo stesso interesse. Infatti finora, e per troppi anni, l'inerzia si Palazzo di città ha fatto sì che tanti operatori agissero furbescamente nel totale abusivismo, occupando i parapedonali senza averne titolo e senza mai rilasciare all'ente un solo centesimo.

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