Che Trani si distingua per essere un tribunale diffuso è risaputo, ma allo stato è diffuso anche troppo fra fitti passivi e sedi in altri comuni che ancora non sono state dismesse. E nel frattempo i lavori per l'ampliamento e completamento di Palazzo Carcano non sono ancora partiti, e questo penalizza fortemente l'amministrazione giudiziaria del circondario di Trani. È quanto emerge dalla parte conclusiva del rapporto annuale dell'attività del Distretto della Corte d'appello di Bari con riferimento all'edilizia giudiziaria, dei cui problemi Trani occupa una parte rilevante.
DISLOCAZIONE SEDI
Gli uffici giudiziari di Trani utilizzano nove edifici, di cui tre di proprietà comunale ed uno demaniale e di valore storico posti nel centro storico cittadino, a breve distanza tra loro. Mentre altri quattro immobili, acquisiti in locazione passiva dal Comune, sono ubicati in aree semi-centrali: tra quest'ultimi vanno inclusi due capannoni industriali, destinati ad archivio e deposito, nonché un archivio acquisito dall’Agenzia del demanio. Inoltre, in capo al Tribunale, è deputata la gestione dell’aula bunker (di proprietà ministeriale) presso il carcere di Trani. Per di più, risultano ancora occupati dei locali delle ex sezioni distaccate di Andria, Canosa di Puglia e Ruvo di Puglia, adibiti ad archivio, che è intenzione di liberare entro i primi mesi del 2024».
I PROBLEMI SUL CAMPO
«L’attuale quadro relativo all’edilizia giudiziaria evidenzia come gli attuali locali occupati non rispondono alle necessità degli uffici giudiziari - osserva la Corte d'appello - sia in termini di spazi, sia in termini di locali da adibire ad aule e cancellerie. Per garantire piena funzionalità e fruibilità degli uffici giudiziari, la presidenza del Tribunale di Trani si sta adoperando per trovare soluzioni allocative ottimali agli uffici giudiziari in un’ottica di abbattimento degli oneri locativi».
Altra criticità, la mancanza di spazi da destinare ad archivi, acuita dalla chiusura delle ex sezioni distaccate: infatti vi risultano ancora depositati un numero considerevole di fascicoli e, per tale motivo, i locali non possono essere riutilizzati.
Quanto a Palazzo Carcano, come recentemente riferito dalla Gazzetta, per il suo completamento si segnala il parere favorevole della conferenza dei servizi per l'avvio dei lavori, ma anche l'aumento vertiginoso dei costi dell'opera, che passano dai previsti 13.800.000 euro iniziali agli odierni 20.700.000 mila euro.
