È stata una due giorni molto intensa ed impegnativa quella del 4 e 5 marzo per il segretario generale del Sappe, Donato Capece, sceso in Puglia per rendersi conto di persona della gravità della situazione dei penitenziari regionali.
Le ispezioni hanno riguardato anche il carcere di Trani, teatro di una clamorosa evasione di due detenuti, uno dei quali tuttora ricercato.
Dalle notizie assunte dai vertici del carcere di Trani sono emerse in maniera più significativa le responsabilità di un'amministrazione inefficiente e superficiale.
Infatti a tutt’oggi, nonostante le varie ricostruzioni, non sarebbe possibile determinare con assoluta certezza le modalità dell’evasione in mancanza di filmati video. Infatti, nonostante siano state avanzate più richieste di dotare quella zona di apparato di videosorveglianza, (anche in considerazione del fatto che per carenza di personale il muro di cinta è sguarnito,) fin dai tempi dell’evasione di due anni fa non c’è stata alcuna autorizzazione.
Come pure è emblematico venire a sapere che uno dei detenuti(proprio quello ancora latitante) non doveva essere più a Trani poiché era stato richiesto allontanamento (negato), a seguito di gravi episodi di violenza posti in essere dallo stesso.
Nei prossimi giorni sarà presentato un documento ai vertici del Dap, nonché agli attuali sottosegretari del Ministero della Giustizia che hanno le deleghe sia per i detenuti, sia per il personale di polizia penitenziaria.
Purtroppo da Lecce a Foggia, da Bari a Brindisi, senza dimenticare le strutture più piccole, le problematiche potrebbero sovrapporsi con un unico comune denominatore: la Puglia ha solo record negativi inerenti il più importante sovraffollamento di detenuti della nazione, cui viene contrapposto il più basso organico (in percentuale) di poliziotti penitenziari.
Purtroppo si deve anche constatare che nella nostra regione i suicidi , le evasioni nonché i tentativi di evasione (bloccati appena in tempo) sono sicuramente al di sopra della media nazionale, ma sarebbero potuti essere molti di più senza la professionalità e il coraggio di un manipolo di poliziotti che, soprattutto nelle ore serali e notturne, presidiano le carceri pugliesi abbandonate a se stesse, nonostante la presenza di detenuti pericolosissimi.
Se non si correrà presto ai ripari con lo sfollamento di almeno 800/1000 detenuti, necessari per riportare il sovraffollamento delle nostre carceri alla media nazionale, con l’aggiunta di un congruo numero di poliziotti, potremmo presto assistere a fenomeni molto più gravi per le nostre carceri e pericolosi per i territori in cui i penitenziari vengono ospitati.
Federico Pilagatti - Segretario nazionale Sappe
