Ci sono i quattro ristoranti di Alessandro Borghese, con il relativo bagno di folla per il conduttore della trasmissione e l'attività vincitrice del contest, Terradimare. Tutto già noto - nonostante il programma andrà in onda in autunno - per effetto di una plateale ripresa in piazza Quercia, in piena strada pubblica ed in un clima da stadio.
E poi ci sono i tre atleti d'oro di Trani, per i quali in questo momento si sprecheranno applausi e complimenti soltanto social ma sarebbe il caso di spendere maggiore interesse e partecipazione fisica per quanto di clamoroso stanno facendo.
I successi a ripetizione di Francesca Melillo, Federica Porro e Gabriele Belardi, le prime due nel nuoto ed il terzo nell'atletica leggera e segnatamente nel salto con l'asta. Titoli e primati che stanno proiettando questi tre atleti in un futuro promettente molto più delle parole e delle emoticons del web.
Dietro quello che stanno facendo ci sono sacrifici incredibili, loro e dei loro genitori, per conciliare studi e sport insieme con il restante tempo libero che una normalissima famiglia vorrebbe spendere in tutta serenità.
Il sacrificio di sottrarre tempo alle cose personali e dedicarlo al lavoro in vasca, o sulla pedana, è già di per sé un valore di cui oggi non ci si rende conto nell'epoca in cui è facile vedere ragazzi spaesati vagabondare e genitori pigri sostare nei bar.
Melillo, Porro e Belardi, insieme con tutti coloro che li sostengono, sono l'espressione di una Trani che sta imparando ad ottenere i risultati senza scorciatoie, con il solo valore del lavoro quotidiano per raggiungere obiettivi anche a costo di pesanti rinunce.
Per loro le gare non sono e non saranno costruite davanti alle telecamere di un network con tanta gente che sgomita per una inquadratura fuggevole ed un selfie con il conduttore da conservare in qualche angolo remoto della galleria del telefonino.
Francesca, Federica e Gabriele vogliono servire sulla loro tavola risultati da scrivere degli almanacchi al solo ritmo dell'applicazione metodica e silenziosa. E Trani, ne siamo certi, crescerà anche e soprattutto grazie al loro esempio.
