La circostanza, per il cronista insolita, di prendere un treno regionale alle 22:55 del sabato ci ha fatto imbattere dal di dentro in una situazione di cui più volte avevamo parlato dal di fuori, vale a dire la frequentazione della stazione ferroviaria da parte di ragazzini durante il fine settimana.
Lo scalo era stracolmo di giovani che, dopo avere trascorso la serata a Trani, attendevano a loro volta un treno che li riportasse a casa. E fin qui tutto regolare perché fa parte delle normalissime dinamiche della mobilità ed una stazione animata a quell'ora della sera non può che fare piacere.
Meno prevedibili, invece, il chiasso che si avvertiva ovunque, il linguaggio sgraziato di tanti e quella tendenza a scherzare fra loro spingendosi: se già con fatica si può accettare in altri luoghi, è molto pericoloso che questo avvenga quando ci si trovi su una banchina fra i binari.
In uno scenario completato dai soliti volumi alti degli audio dei telefonini, l'impressione che si è avuta è che questi ragazzi utilizzino la stazione anche come luogo di movida alternativa, perdendo però talvolta orientamento e contatto con la realtà.
A Trani ci sono soltanto due binari effettivi lungo i quali scorre la circolazione ferroviaria, rispettivamente verso sud e verso nord. Ma in più di un caso i ragazzi apparivano spaesati addirittura rispetto al binario sul quale dovesse arrivare il loro treno e quale fosse il treno stesso, confondendo quello nostro diretto a Barletta con quello su cui sarebbero dovuti salire loro, che invece era diretto in un successivo orario a Bari.
In più di un'occasione, in passato, abbiamo parlato di risse ed episodi tutt'altro che piacevoli in stazione nelle ore di punta del sabato sera, con controlli arrivati dopo e poche volte effettuati prima. E sabato scorso non ci è sembrato di vedere forze dell'ordine dentro e fuori la stazione.
Certo, manca un posto di Polizia ferroviaria a Trani, ma passaggi almeno più frequenti di operatori in divisa potrebbero già rappresentare un deterrente rispetto a scenari che ci auguriamo, in ogni caso, restino solo nell'alveo della goliardia.
