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Dopo il consiglio volano gli stracci, l'Ad Nigretti: «Bottaro chiude Amet e mette per strada 70 famiglie»

Dopo aver spento, nel senso letterale della parola, la Luce di Trani, quella luce che tutti, in Italia ed Europa, ci invidiavano, con una farlocca gara Consip e nella piena consapevolezza che l’Amet non avrebbe mai potuto parteciparvi in quanto veniva richiesto all’aggiudicatario anche l’intestazione della fattura del consumo di energia elettrica dei pali illuminanti che per Amet è vietato dall’Arera per essere distributore delle reti, ieri abbiamo assistito all’ennesimo scippo ai danni dell’Amet e della città di Trani.

Il mazziere napoletano, abile nel gioco delle tre carte, ha convito i suoi 21 consiglieri a votare per la lasciare il porto di Trani in mani di privati anziché ad Amet. Mi viene detto che votare contro la proposta di delibera avrebbe dato conforto e terreno fertile all’opposizione.

Ma la partita di ieri non doveva portare a un vincitore. Oggi abbiamo un solo perdente: la città di Trani, i tranesi e quel povero Natuzzi che, ancora oggi, nonostante la situazione infelice dei pontili della darsena, continua a ormeggiare la propria maestosa imbarcazione solo perché è innamorato della bellezza, unica ed inimitabile, del porto di Trani.

Mi chiedo ma oltre alle beghe politiche non avete pensato ai riflessi sulla città di Trani, sulla prospettiva futura di Amet nel far perdere l’ennesimo servizio all’Amet e ai dipendenti della Darsena.

Come sarà il porto di Trani quando l’aggiudicatario del bando, il signor C. o la società F, faranno della Darsena e del Porto di Trani quello che vogliono e solo con il preciso intento di sfruttare il maggior profitto personale del loro business.

Non è bastato l’esempio della Pubblica Illuminazione venduta a terzi, ad una società sottoposta a indagini dell’Antimafia in Sicilia e una ditta bitontina (?) per la gestione a Trani con soli due operai peraltro non qualificati per il servizio, per comprendere l’impossibilità di poter agire per il bene dei tranesi.

La prossima settimana il nostro amato Sindaco porterà a casa la terza vittoria contro l’Amet sulla sosta a pagamento.

Il nuovo progetto della sosta presentato al Comune di Trani prevede interventi innovativi sulla mobilità urbana nel pieno rispetto delle normative europee sull’inquinamento atmosferico e sulla sostenibilità del traffico urbano e la nuova sosta a pagamento costituirà un servizio complementare e sussidiario del Trasporto Pubblico Locale, nel senso che chi lascerà l’autovettura nelle aree di interscambio potrà utilizzare, per tutto il tempo, con lo stesso biglietto anche l’autobus cittadino (esempio delle frecce tricolori).

E in tutto questo l’utile netto (non più 20% del Mol come oggi) andava nelle casse del Comune di Trani.

In questo progetto presentato il Comune ha trovato il pelo nell’uovo e per la decisione sull’ammissibilità è stato rinviato il duello Amet/Sindaco nella sede della Regione Puglia ove i dirigenti della sezione trasporti non potranno dare un loro parere vincolante ma solo rimetterla alla sola volontà politica della praticabilità del predetto progetto.

Quindi l’Amet, anche questa volta, perderà l’ennesimo servizio per espressa volontà politica di questa Amministrazione. Per fortuna il servizio del Trasporto Pubblico andrà a scadere nel 2026, quando Amedeo avrà terminato il suo mandato in questa città e con il nuovo sindaco (semmai dovessi ancora rimanere in Amet – ma non credo dopo questa nota) si potrà programmare una serie di interventi diretti alla mobilità non solo urbana ma anche, e soprattutto, extraurbana con i comuni della nostra provincia, con la creazione di un polo meccatronico che permetterà agli autobus di avere a pochi chilometri uno spazio per le riparazioni senza andare

fino a Bari (come oggi), creare quei parcheggi di interscambio come il progetto di Amet (all’esame del Comune) e che costituirà, allora e non oggi, una innovazione, una creazione di nuovi posti di lavoro e un servizio altamente qualitativo nell’interno della provincia Bat.

Ah dimenticavo: caro Amedeo c’è ancora da togliere all’Amet il servizio della videosorveglianza e, magari, venditi anche la concessione della distribuzione, così potrai avere quegli utili che oggi stai perdendo dai servizi dismessi.

Eppoi, giacché ti trovi, metti per strada le 70 famiglie di dipendenti oltre quelli della darsena e della sosta, abbatti il palazzo storico dell’Amet così crei altri posti auto per i tuoi futuri amici della sosta e della vicina darsena.

Un cittadino tranese

Angelo Nigretti


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