Di amore hanno scritto molti, per dire del legame tra le persone, tra le stesse e le realtà spirituali come Dio, la Famiglia, la Patria, un sentimento, quello dell'amore, che è difficile analizzare senza correre il rischio di banalizzare, di scrivere e dire cose scontate, già sentite, già lette. E' stata questa l'ardua sfida che Marcello Veneziani ha raccolto, intrapreso e per certi versi ha vinto, con questo suo ultimo libro “L’amore necessario – la forza che muove il mondo” (Marsilio, Venezia, 2023, pp. 218, € 18,00), che sta presentando con successo in giro per l’Italia e, da ultimo, facendolo lo scorso 11 luglio a Corte Santorsola di Palazzo Beltrani. Giornalista e scrittore biscegliese, molto legato a Trani, Marcello Veneziani vive tra Roma e Talamone un posto questo ideale per leggere, pensare e scrivere dove il mare, anche questa volta, è stato una straordinaria fonte di ispirazione profonda su di un tema, quello dell'amore, che ha sempre affascinato e preso l’uomo di ogni tempo.
“L’amore è la più grande potenza della conoscenza – afferma Marcello Veneziani– stimola i legami, è una forza che muove il mondo. È relazione, connessione, fa emergere tutta la scala della vita. Il ripiegamento narcisistico di cui è affetta la società di oggi, invece, fa inarcare su sé stessi, mentre l’amore implica gratuità, una connotazione questa dell’amore, a cominciare dal quello che, secondo i cristiani, Dio ha per gli uomini. L’amor di Dio è l’amore assoluto del Principio alle origini dell’universo e del suo ordine. Anche nella mente di chi non crede in Dio è inestirpabile l’idea di un amore assoluto a cui commisurare ogni altro amore. Gli amori umani sono inquieti e inquietano perché sono tra mortali e si svolgono nel tempo: l’unico amore che può dare pace è quello rivolto all’eterno.” "Nella stagione del narcisismo che domina l’Occidente - ha continuato - uno dei spartiacque culturali della società è stato il cominciare ad affermare l’amore libero nel contesto di una rivoluzione sessuale sessantottina che ha prodotto solitudine, perché ha banalizzato il rapporto di coppia ed ha sradicato le persone dalla famiglia, il primo amore, quello che davvero, quello che non si scorda mai, è l’amore materno. Nasce con noi, anzi prima di noi, cresce con noi, ci accompagna fino alla fine, e anche oltre”. A dialogare con l'autore per la presentazione del libro e non solo, c'era il dott. Giuseppe Tarantini, ma a Trani per tutti quelli che lo conoscono lui è Pinuccio Tarantini, già due volte Sindaco della Città, presente più in veste d'amico di Marcello Veneziani a cui è legato da una lunga conoscenza amicale ed una indiscussa stima reciproca: "Oggi - ha detto - faremo la nostra solita chiacchierata, con la differenza che ci saranno ad ascoltarci tanti amici intervenuti".
Non ci resta, dunque, che ricominciare dall’amore, oltre sé stessi, per uscire dalla solitudine e dal nichilismo, che faccia ritrovare la gioia di vivere e di essere al mondo. Perché, dice Veneziani: “Quando avverti che tutto sta crollando, non resta che ripartire da ciò che salva, che genera, che unisce, che origina". In un mondo nel quale “c’è scarso amore”, l’abuso corrente di richiami all’amore, ne fanno perdere il senso e la profondità. Un amore generico, smette di essere amore. "L’amore è dedizione, sacrificio, attenzione al mondo ed agli altri, è prossimità che produce gioia - ha concluso Veneziani - l’amore è il necessario punto di partenza".






