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Lampara, gara 2: meno canone, più sconti e sempre niente discoteca

Altro giro, altra corsa: deserta la prima, arriva la seconda gara per l'affidamento in concessione della Lampara, lo storico locale di viale Paolo de Gemmis che, proprio quest'anno, ne compie 70 trovandosi però in uno stato di autentico rudere, con pericolo di crollo, a distanza di oltre sei anni dalla sua chiusura.

Ciononostante il Comune di Trani confida di tornare a valorizzarlo, affidandolo nelle mani di un operatore che possa realizzarvi le opere utili a rimetterlo in sesto e rilanciarlo. C'è però da superare lo scoglio della diffidenza da parte degli operatori stessi, che in occasione della prima gara non si sono presentati: il bando, emanato il 28 novembre 2023, alla scadenza del 28 febbraio 2024 è andato deserto.

VANTAGGI PROPOSTI

A questo punto, per rendere maggiormente appetibile la nuova procedura ad evidenza pubblica, l'amministrazione comunale ha dato indirizzo al dirigente dell'Area patrimonio e lavori pubblici, Luigi Puzziferri, di apportare quattro importanti modifiche rispetto al primo bando, così da invogliare gli imprenditori a parteciparvi: riduzione del 10% del canone annuo posto a base di gara, facendolo così scendere da 26.000 a 23.400 euro annui; scomputo totale del canone per il primo e secondo anno della locazione (nel primo bando era scomputato soltanto il primo anno); riduzione del 50% del canone annuo dovuto per il terzo anno di locazione (nel primo bando lo sconto era del 25%); riduzione del 25% del canone dovuto per il quarto anno della locazione (tale proposta nel primo bando non era per nulla inserita).

CRITERI DI VALUTAZIONE

In questo modo condurre in locazione a Lampara costerebbe 1950 al mese, a regime solo dal quinto anno, ed il Comune l'affiderebbe non soltanto a chi proponga l'offerta migliore dal punto di vista economico, ma terrebbe anche conto della durata proposta (confermata da un minimo di 10 ad un massimo di 25 anni, circostanza che attribuisce 30 punti nella valutazione quantitativa dell'offerta) e prenderebbe in considerazione soprattutto gli elementi qualitativi: ipotesi di recupero e appeal architettonico del bene; valore aggiunto del progetto rispetto agli aspetti artistici e ricreativi; offerta gastronomica, qualità e varietà; sostenibilità ambientale ed efficienza energetica; piano dalle manutenzioni ordinarie e straordinarie.

INTERVENTI OBBLIGATORI

Anche questo secondo bando vieta la destinazione dell'immobile a discoteca, disco pub e similari, e pertanto obbliga l'offerente a rimuovere la struttura in ferro e vetro utilizzata fino al 2018 per il contenimento delle emissioni sonore all'esterno. Tutta l'area esterna deve restare scoperta ed essere adibita solo a verde, ed è obbligatoriamente richiesto il superamento delle barriere architettoniche di tipo fisico, sensoriale e cognitivo.

Questi gli altri interventi da eseguirsi obbligatoriamente: rimozione della struttura in legno con tendalini e, perimetralmente, di tutti gli infissi in legno e alluminio, con possibilità di prevedere nella proposta progettuale l'installazione di una tettoia; recupero o sostituzione totale della copertura in legno di cucina e zona bar; nell'area di servizio, rimozione di travi e tettoia grecata, ripristino di muri perimetrali e recinzione metallica soprastante l'intera area, che deve restare scoperta e potrà essere adibita solo a verde, con piantumazioni e alberature dalle radici non invasive; lungo l'area scoperta al confine con altre proprietà va ripristinato il muro di confine con le stesse e la sovrastante recinzione metallica; lungo l'area scoperta del lungomare Mongelli e viale de Gemmis è necessario ripristinare muretti e ringhiere sovrastanti, così come le porte esterne ed il portone d'ingresso, che potranno anche essere sostituiti. I lavori dovranno durare massimo 365 giorni naturali e consecutivi.

Il bando è stato pubblicato oggi: scadrà il 26 ottobre.


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