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Angelo Nigretti, ex AD Amet: "Posso chiedere scusa a Bottaro sugli appellativi, ma resto coerente sul contenuto". Video

"Oggi ho un solo grande rammarico: quello di non aver potuto assecondare le aspettative di tutti i dipendenti di Amet e di non poter vedere i risultati di quanto in questi soli sei mesi si è riuscito ad iniziare", queste sono state le parole di commiato che sono risuonate, stamani presso il suo studio legale, alla fine della conferenza stampa tenuta dall' Avv. Angelo Nigretti ex Amministratore delegato di AMET Spa dopo che le simultanee dimissioni dello scorso 23 luglio, del Presidente Michele Piazzolla e della Consigliera Silvia Caputo, hanno di fatto decadere il C.d.A. Vi proponiamo il documento integrale che è stato consegnato alla stampa dall' Avv. Nigretti ed il video della intervista nella quale l'ex AD ha risposto alle nostre domande: davvero interessanti le risposte.

https://youtu.be/eJR7BUVWI7I

Avv. Angelo Nigretti, ex Amministratore Delegato AMET Spa [Conferenza stampa del 26 luglio 2024: documento]

"Ho ritenuto necessaria questa conferenza stampa per evidenziare la gravità del gesto fatto dai due dimissionari in quanto contrario ai principi basilari della nostra costituzione e della democrazia. Le loro dimissioni, di provenienza non del Sindaco - ne sono sicuro - ma da altra persona a questi vicina, come lo si evince nelle pec, hanno origine nelle mie due iniziali pubblicazioni sulle testate giornalistiche con il chiaro intento di punirmi per non essermi dimesso volontariamente. Quest'anno ricorre il centenario dell'introduzione della censura fascista e, oggi, abbiamo la dimostrazione che quel regime, seppure sotto forma di un colore diverso, è ancora presente. Questo gesto offende i nostri nonni e i nostri padri che hanno combattuto per la libertà e la democrazia ma, ancor di più, offende i padri fondatori della nostra Costituzione. Cosa avrei detto, in fondo, nelle mie dichiarazioni di tanto offensivo da meritare tale censura?"

"Posso chiedere scusa, così come lo chiedo oggi pubblicamente, sugli appellativi diretti alla persona di Amedeo Bottaro ma resto coerente sul contenuto di quanto indicato perché contrari ai principi dello statuto e della stessa vitalità di Amet che vede perdersi servizi pubblici che svolge da moltissimi anni senza mai aver avuto contestazioni di ogni sorta."

"Preciso che il termine "mazziere" ha origine proprio dalle parole del Sindaco quando, a suo tempo, mi bacchettò per non aver letto le carte. Quindi questo termine da me usato ha come significato non quello della Treccani di “abbattitore di un politico” ma di colui che legge e dirige le carte dell’amministrazione comunale. Il mio era solo un monito al Sindaco di evitare i malumori frequenti in una città dormiente, e non solo di quella dell'opposizione, ma soprattutto di quella parte dell'elettorato, che in questi giorni mi sta dando un sostegno morale e un'approvazione per quanto fatto come inizio di un cambiamento che tutti vogliono ma nessuno parla. Con questo gesto hanno interrotto, ancora una volta, di una serie di progetti che si stavamo portando avanti in Amet."

"Nel settore elettrico, a parte le opere importanti da realizzare con i finanziamenti pubblici, si stava predisponendo un piano per l'efficientamento energetico su ben 20 edifici pubblici e su due terreni comunali per consentire la produzione di energia alternativa con un risparmio energetico e, nello stesso tempo, garantire un'entrata cospicua nelle casse comunali. Si stava anche pensando ad un business energetico attraverso accumulatori di energia con acquisto di energia da fotovoltaico e poi rivendita, con guadagno sempre per le casse comunali, a terzi. Ma tanto altro ancora".

"Nel settore del Trasporto ho, sin da subito, evidenziato la necessità di sfruttare le azioni di maggioranza di Amet all'interno della STP Bari effettuando, in accordo con lo stesso Sindaco di Trani e dei sindaci delle città limitrofi oltre che del Presidente della Provincia BAT, la separazione e la costituzione di una autonoma STP BAT che avrebbe portato entrate economiche rilevanti e benefiche per l'intera provincia oltre che creare tanti posti di lavoro, un polo meccatronico per gli autobus, e un sistema di mobilità urbana ed extraurbana nel pieno vantaggio degli utenti e secondo le linee guida nazionali e regionali".

"La stessa proposta, in attesa di valutazione sulla fondatezza giuridica, avanzata dall'Amet per la sosta a pagamento intesa come servizio complementare al servizio del trasporto locale è una idea innovativa anzi la prima da realizzarsi nelle città in Italia con meno di 100.000 abitanti. E sulla fondatezza, oggi, il nuovo codice degli appalti fornisce la chiave così come gli stessi indirizzi programmatici dati dalla Regione Puglia sulla mobilità per interscambio. Ma ancora più importante è lasciare tale servizio come pubblico con entrate finanziarie a favore delle casse comunali".

"Lo stesso discorso vale per la questione Darsena, la mia richiesta inviata al Demanio il giorno dopo la votazione assembleare aveva un preciso intento. 3La risposta del Demanio di improponibilità, e non di inammissibilità, dell'istanza proposta da Amet comporta per il Comune di Trani la possibilità, ancora oggi, di concedere all'Amet tutta la gestione del servizio pubblico il cui impegno di rinnovamento e rivalutazione verrebbe fatto senza alcun impegno di spesa da parte del Comune ma solo attraverso una corretta gestione degli utili derivanti da tale servizio. E comunque la Darsena sarebbe, per la città di Trani, un volano per arrivare a progetti più importanti, attraverso finanziamenti europei di cui abbiamo la fortuna di avere nel nostro territorio rappresentanti appena eletti, quali la costruzione di un molo oltre la punta del braccio per consentire l'uso tranquillo dell'avamporto e nello stesso tempo fermare l'erosione del costone della villa comunale. Attivare uno scalo nella zona di Porta Vassalla per consentire l'ingresso nel porto dei grandi yacht ma, soprattutto, consentire alle navi crociera un attracco tramite navette per consentire a questi turisti di visitare Trani e le bellezze della nostra giovane Provincia. Tutto questo garantendo posti di lavoro ma anzi consentendone altri nuovi. Oggi ho un solo grande rammarico: quello di non aver potuto assecondare le aspettative di tutti i dipendenti di Amet e di non poter vedere i risultati di quanto in questi soli sei mesi si è riuscito ad iniziare".

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