L'altro pomeriggio una 70enne si recava dai Carabinieri denunciando la scomparsa del 75enne marito, diabetico. L'uomo era uscito di casa alle 7, in auto, lasciando il cellulare a casa e senza farvi più rientro. Da qui la richiesta di aiuto ai militari, temendo il marito fosse in pericolo.
Immediatamente attivate le ricerche, l'uomo veniva ritrovato da due carabinieri della stazione di Trani i quali, notando un'auto parcheggiata in via Salvemini, perfettamente corrispondente a quella descritta dalla moglie, a piedi cominciavano a cercare lo scomparso urlando il suo nome: lo trovavano, riverso, fra i rovi delle campagne ubicate nei pressi del carcere. L'uomo appariva grave, respirava a fatica ed era visibilmente disidratato.
I militari chiamavano il 118 e recuperavano delle bottiglie d'acqua per reidratare e bagnare polsi e caviglie dell'anziano signore, che lentamente si riprendeva. Nel frattempo giungevano sul posto un'ambulanza e la moglie dell'uomo.
I sanitari, con l'aiuto dei carabinieri, estraeva dalle sterpaglie l'uomo, immobilizzandolo su una barella, e lo trasportavano ad Andria, dove veniva ricoverato in cardiologia.
La moglie dell'uomo abbracciava i due carabinieri e ,con gli occhi gonfi di lacrime, li ringraziava chiamandoli «angeli»: se è salvo, è stato soprattutto grazie a loro.
Oggi, sentendosi meglio e ricordando meglio l'accaduto, l'uomo ha riferito di essere caduto nelle sterpaglie cercava delle more, rimanendovi incastrato senza riuscire a rialzarsi e chiedere aiuto. Poi a causa del forte caldo, aveva perso conoscenza. Senza il fiuto dei due «angeli», avrebbe rischiato di morire.
