Il decoro urbano e la gestione del patrimonio pubblico di Trani restano al centro della dura contestazione sollevata dal dottor Giuseppe Lorusso, presidente del Comitato Sant’Agostino. In una nota dettagliata inviata al sindaco Amedeo Bottaro, alla soprintendenza e agli organi di stampa, Lorusso denuncia quella che definisce una gestione «irricevibile» dei lavori in piazza Gradenigo, con particolare riferimento alla rimozione di storici pali in ghisa.
Secondo il comitato, i lampioni di pregio sarebbero stati sostituiti con pali in ferro zincato, descritti come «pali da zona industriale», che deturperebbero l'estetica di una piazza dal valore storico e architettonico inestimabile. La critica non si ferma all'aspetto visivo, ma investe la trasparenza amministrativa e la legittimità degli atti. Lorusso contesta la mancanza di documentazione progettuale idonea e solleva dubbi sulla proprietà degli impianti, attualmente oggetto di un complesso passaggio tra Amet Spa e il nuovo gestore City Green Light.
«È un vero e proprio dileggio nei confronti dei cittadini», attacca Lorusso, ricordando un impegno formale assunto dall'amministrazione nell'ottobre 2025 per la tutela della piazza, impegno che sarebbe stato tradito dall'adozione di una determinazione dirigenziale poche settimane dopo. Il comitato chiede inoltre chiarezza sul destino dei materiali rimossi — tra cui basole storiche e corpi illuminanti in ghisa — e sulla regolarità delle polizze assicurative per la responsabilità civile verso terzi degli impianti.
La nota si conclude con un appello formale alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio Bat e Foggia, affinché intervenga per tutelare il centro storico. Il Comitato Sant’Agostino esige l'immediato ripristino dello stato dei luoghi, ribadendo che la difesa della «porta del centro storico» è un impegno imprescindibile nei confronti delle migliaia di residenti rappresentati.
