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Sosta a pagamento, Gelso (Fdi): «Con il destino dei lavoratori non si scherza»

Ornella Gelso, componente del coordinamento provinciale di Fratelli d'Italia, è intervenuta sul bando relativo al servizio di sosta a pagamento ponendo l'attenzione su un tema che in pochissimi hanno trattato: la tutela dei lavoratori. Di seguito le sue dichiarazioni.

"Dopo aver letto il bando per l’affidamento a privati del servizio di sosta a pagamento, a discapito di Amet, dispiace constatare che coloro i quali per 14 anni hanno prestato la propria attività lavorativa diligentemente, contribuendo ad un bilancio positivo per quel che riguarda il ramo di appartenenza (contano i numeri e non le fantasie) oggi vengono trattati come fossero l’ultimo dei problemi di un’azienda che rischia di non avere più futuro.
Nelle loro menti il buon padre di famiglia con il suo modello da seguire non è proprio evocato! E stavolta parliamo di lavoratori.
Diciamoci le cose come stanno! Ebbene, caro Sindaco, il lavoratore dovrebbe essere il primo degli interessi di un’azienda, non l’ultimo!
La tutela di questi dov’è? Sparita completamente dai principi ai quali si ispira la vostra sinistra?
14 anni di lavoro svolto per avere, oggi, un futuro incerto. Bel regalo!
La verità delle cose, proprio non vi appartiene.
Perché non avete detto ai lavoratori in questione, gli ausiliari della sosta di Amet, che la clausola sociale per la loro salvaguardia in realtà non è garantita nel “vostro” bando? Da quando è il concessionario che ha facoltà di rispettare tale obbligo? In base a cosa dovrebbe decidere di farlo?
Pensate che vi siete coperti le coscienze inserendo nel bando la frase "il concessionario dovrebbe assumere preferibilmente i dipendenti di Amet che hanno svolto il servizio di sosta a pagamento"?
E no, la coscienza non vi darà il benestare, a quella non potete mentire.
Sempre tramite il bando gli ausiliari hanno scoperto che, qualora il concessionario voglia assumerli, questi vedranno l’applicazione di un contratto collettivo nazionale differente da quello che è in essere oggi, con condizioni economiche inferiori.
Insomma, quello che i sindacati e le sinistre negli anni hanno detto di voler tutelare, ossia che il lavoratore non dovrebbe mai vedere peggiorate le proprie condizioni ma solo migliorate, a Trani per queste persone non vale!
E non finisce qui, la voglia di trattarli come oggetto è evidente anche dall'idea di introdurre la sostituzione di persone come si fa in un negozio quando una maglietta indossata non ci piace! 
Sarebbe da capire poi cosa significa che “se l’amministrazione accerti un comportamento non soddisfacente in capo ad un ausiliario ne potrà chiedere l’immediata sostituzione“ . Bene (anzi malissimo), dove sono finiti gli strumenti già previsti dalla Legge per richiamare un lavoratore che non svolge correttamente la sua mansione? In base a cosa si potrà ritenere non soddisfacente un suo comportamento?
State scherzando (anche se non fa ridere) con la vita dei lavoratori, con la loro dignità, con donne e uomini che hanno lavorato nell’incertezza ed oggi meritano risposte vere, concrete e risolutive.
Fra una riunione e l'altra sarebbe opportuno che trovaste il tempo per rispondere al quesito posto dal capogruppo di Fratelli d’Italia: perché il servizio di sosta a pagamento non può essere affidato ad Amiu, prevedendo un nuovo ramo d'azienda e così salvando il servizio stesso e tutelando i lavoratori?
Mi auguro possiate trovare una soluzione reale che permetta una prosecuzione del lavoro per questi lavoratori che meritano fatti e certezze, non vane speranze e parole confuse."

Fratelli d'Italia - Trani

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