Il neo sindaco di Bari, Vito Leccese, ha scritto all'omologo di Trani Amedeo Bottaro sollecitando una urgente riflessione su una consigliabile ricostituzione del Consiglio di amministrazione di Stp, di cui entrambe le città sono socie. Ne dà notizia la Gazzetta del Mezzogiorno. Motivo, mettersi alle spalle l'amara vicenda del possibile coinvolgimento della società nelle attività, prospettate come penalmente rilevanti, del tanto discusso Alessandro Cataldo.
Sulla carta il Cda potrebbe anche rimanere in attività per altri due anni, ma nell'azienda ci sarebbero troppe cose ancora riconducibili al capo della disciolta lista Sud al centro, che peraltro anche a Trani aveva espresso consiglieri comunali ed assessori prima che tutti ne uscissero anticipatamente rispetto alle vicende giudiziarie della loro figura apicale.
Nessuna reazione da Palazzo città, mentre di questa vicenda parla ufficialmente Raimondo Lima, componente del direttivo nazionale di Fratelli d'Italia. «Leccese ha suggerito a Bottaro di “convocare una assemblea dei soci per valutare le prospettive aziendali, evitando che nel frattempo il CdA possa assumere decisioni di carattere straordinario”. È evidente che il sindaco di Bari voglia prendere le distanze e marcare la differenza rispetto alle nomine ascrivibili al movimento Sud al centro, dopo il terremoto giudiziario dei mesi scorsi. Cataldo ha lasciato i domiciliari e dopo il suo arresto aveva annunciato lo scioglimento del movimento politico, ma i suoi uomini continuano ad esercitare una certa influenza nelle società pubbliche. Tra cui proprio la “nostra” Stp di Trani che gestisce i trasporti interprovinciali tra Bari e la Bat. La domanda da porsi e da porre al sindaco Bottaro è semplicemente una : c’era bisogno della lettera di Leccese per azzerare i vertici di Stp? Per chi l’avesse dimenticato, questa è la struttura societaria di Stp e le percentuali dei rispettivi soci che la costituiscono : Amet Spa Trani (44%); Comune di Trani (5%); Provincia Bat (12,09%); Città Metropolitana Di Bari (38,91%)».
