Nel 2015 ci presentò la giunta comunale, l'anno successivo vi celebrò il primo matrimonio civile. Ma oggi quel luogo è in preda ad un degrado plasticamente visivo attraverso le scritte che circondano il piccolo fabbricato che lo sormonta.
Il riferimento è alla sommità del fortino della villa comunale, interessata dallo stato compromesso nel quale versano il luogo e, più segnatamente, il piccolo manufatto - per tutti la «casetta» - che ne è parte integrante.
Le scritte non sono di oggi, e questo lo chiariamo in risposta a chi commenterà scrivendo «... e solo adesso se ne accorgono?». La sensazione, peraltro, è che nel frattempo siano aumentate e, soprattutto, nessuno si sia ancora preoccupato di rimuoverle.
E le telecamere? Nessuna sulla vetta del fortino, solo una nei pressi dell'arco introduttivo all'ascesa verso essa.
La circostanza appare fortemente incomprensibile in misura inversamente proporzionale rispetto allo scenario di dieci anni fa in cui, come detto, il sindaco presentava il suo primo esecutivo «guardando al mare», così come recitava il suo slogan elettorale.
E l'anno successivo vi celebrò il primo matrimonio, rendendo finalmente realtà una pressante azione di sensibilizzazione portata avanti nel tempo dall'allora portavoce dei fotografi di Trani, Luciano Zitoli.
Oggi fra i sogni di un mandato che all'epoca era agli albori e il pregio di addobbi e decorazioni che rendevano il luogo ancora più speciale, il contrappasso è davvero traumatico.






