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Veicoli, furti in calo del 25 per cento. Ma alla Bat mancano ancora 200 carabinieri

«I furti di veicoli nel 2024 sono in calo del 25% rispetto al corrispondente periodo del 2023». Lo ha detto il comandante provinciale dei Carabinieri, Massimiliano Galasso, aprendo la conferenza stampa con cui l'Arma ha informato i media circa i dettagli dell'operazione Raptor, che ha consentito di eseguire sei misure di custodia cautelare, di cui quattro in carcere e due ai domiciliari, nei confronti di altrettanti indagati di Andria accusati, in concorso e a vario titolo, di associazione a delinquere per rapina, furto e riciclaggio di veicoli industriali.

A fronte dei risultati sempre più incoraggianti ottenuti sul terreno del contrasto ad un fenomeno che aveva reso la Bat primatista italiana per furti d'auto (primato che quasi certamente adesso passerà in mano di altri), il procuratore di Trani, Renato Nitti, ha fatto sapere che in ogni caso la Provincia ha ancora bisogno di strumenti e personale per combattere in maniera strutturale la criminalità. Secondo quanto ha riferito il capo dell'ufficio di Procura, in un video mostrato durante la conferenza stampa, al soddisfacimento del fabbisogno di carabinieri nella Bat mancherebbero ancora 200 unità.

Quanto all'operazione portata a termine, «se oggi siamo qui a parlarne - ha detto Galasso - è perché il Nucleo investigativo sta portando avanti importanti indagini strutturali. In questo caso siamo intervenuti sui furti dei mezzi d'opera da parte di un gruppo organizzato, spregiudicato e pronto a tutto».

Secondo quanto ha riferito il tenente colonnello Ferruccio Nardacci, comandante del Reparto operativo, «le indagini si sono svolte da dicembre 2023 a marzo 2024 con strumenti classici e innovativi tecnologici. La banda usava linguaggi criptici, ma li abbiamo decodificati».

I furti - tre in tutto - sono avvenuti rispettivamente ad Andria, Matera e San Benedetto del Tronto. «Ogni componente aveva un suo preciso compito - ha spiegato il maggiore Paolo Milici, comandante del Nucleo investigativo - fra sopralluoghi preventivi e pianificazioni di assalti e vie di fuga. C'era un capo del sodalizio, due bracci destri e tre operatori semplici».

I veicoli rubati erano oggetto di richieste di riscatto, secondo la tradizionale pratica del cavallo di ritorno, ma si era provato anche a venderli a terzi. Nessun incendio, almeno in questo caso. La refurtiva, per un valore di 400.000 euro, è stata tutta restituita ai legittimi proprietari.

Ma perché rubare anche così lontano? «Perché studiano attentamente tutti i territori - hanno risposto i militari -, anche senza avervi sponde dirette. Di certo - ha concluso Galasso - nella Bat avranno sempre più pane per i loro denti. Non siamo un territorio abbandonato dallo Stato, i risultati sono incoraggianti e vogliamo migliorarci giorno dopo giorno».


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