Dal 04 al 07 di ottobre, con una mostra che si trasferirà all'ex Monastero di Colonna fino al 30 novembre, Trani si è trasformata in una galleria a cielo aperto, esplorando i "Futuri (im)perfetti" grazie al Radar Photo Festival, quarta edizione, seconda in Città, un evento internazionale che, oltre a celebrare l’arte visiva, si pone l’ambizioso obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi cruciali dell’ambiente e della sostenibilità. La manifestazione, finanziata da Fondi Europei, è stata fortemente voluta dall'Amministrazione Comunale, se ne è fatta felicemente carico l'Avv. Cecilia Di Lernia, assessora al patrimonio ed alla cura dei beni comuni, che ha potuto dare una vision qualificata da grande e competente appassionata di fotografia.
Sotto la direzione artistica di Giovanni Albore e Adriana D’Alano, e con la curatela di Francesco Merlini, il festival propone un percorso espositivo articolato e coinvolgente con il tema della ecosostenibilità che invita a riflettere sul nostro rapporto con il pianeta e sulle conseguenze delle nostre azioni quotidiane. Attraverso gli scatti di artisti di fama internazionale e di giovani talenti emergenti, il festival esplora una vasta gamma di tematiche attuali e imprescindibili per il momento storico che viviamo: dal cambiamento climatico – che sembra non avere battute d’arresto – all’impatto dell’urbanizzazione, dal turismo di massa, alla perdita di biodiversità.
Questi sono gli artisti che espongono i loro lavori: Simone Tramonte, fotografo italiano che da sempre si concentra su tematiche sociali e ambientali, al centro della sua ricerca artistica l’analisi della relazione tra persone e ambiente. Diambra Mariani racconta il ripopolamento di alcuni villaggi disabitati della Spagna, un fenomeno di riscoperta della vita rurale sicuramente connesso all’aumento dei costi delle case, ma anche reso possibile da una rinnovata attenzione all’ambiente, alla ricerca di un ritmo di vita più lento e alle nuove possibilità di lavoro da remoto. Olgaç Bozalp, fotografo di origine turca, porta a Radar Festival una ricerca fotografica sul tema delle trasmigrazioni, che si tratti di sfollamenti forzati in comunità o di spostamenti volontari di persone alla ricerca di nuove opportunità, finanziarie o di espressione
personale. Gaia Squarci è una fotografa e videomaker a Trani presenta un percorso fotografico che, nato come divulgazione scientifica di un progetto di ricerca durato 5 anni presso l'Università Ca' Foscari Venezia, indaga come persone di diversa estrazione socioeconomica in tutto il mondo si adattano all’aumento della temperatura e dell’umidità. Kata Geibl, fotografa ungherese, si concentra principalmente su
questioni globali, capitalismo e l’ambiguità del mezzo fotografico, al Radar espone immagini attentamente pianificate che si mescolano a testi originati dal flusso di coscienza. La fotografa belga Natacha de Mahieu mette in discussione, con i suoi scatti, il modo in cui viaggiamo e le ragioni che abbiamo per andare in particolari luoghi, lo fa utilizzando centinaia di immagini di luoghi turistici molto popolari scattate in un arco di tempo definito e unite in unico collage. Alessandro Cinque che è fotoreporter che vive tra gli Stati Uniti e il Perù con proprie fotografie pubblicate su media internazionali tra cui The New York Times, National Geographic, a Trani espone immagini che mirano a indagare in che modo il cambiamento climatico in Perù influisce sugli allevatori di alpaca. Stefano Schirato, fotografo freelance, con un presenta un suo lavoro di indagine sui disastri ambientali in Italia e che racconta i danni dell’inquinamento: dalla Terra dei Fuochi, dove per oltre 25 anni milioni di rifiuti tossici sono stati scaricati illegalmente, alla Sicilia, dove uno dei più vasti complessi petrolchimici in Europa ha
contaminato irrimediabilmente acque e suolo della costa orientale dell’isola. Ci sono anche due pugliesi: Piero Percoco che porterà in mostra un omaggio alle terre dell’Ecomuseo Boccadoro Ariscianne, zona di grandissimo pregio naturalistico e la salentina Alessia Rollo con un progetto multimediale che nasce da un desiderio dell'artista di riconsiderare in termini visivi, storici e sociologici l'identità culturale del Sud Italia.
