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Ciclabile Sant'Angelo troppo invasiva, sarà modificata

L'avvento di una pista ciclabile è sempre una bella notizia in una comunità civile nella quale si punti a favorire la mobilità alternativa. Tuttavia, se il percorso riservato alle biciclette si innesta in una porzione di territorio comunale nel quale ci sono gravi problemi legati al parcheggio delle auto, e non solo, allora la coesistenza fra le due realtà diventa particolarmente problematica e fioccano le proteste.

In via Grecia, a margine di tutti i problemi descritti in altro spazio che attengono le carenze del fabbricato per utenze differenziate, sta prendendo forma una porzione della pista ciclabile del quartiere Sant'Angelo che, inevitabilmente, sottrarrà posti auto a condomini che neanche possono utilizzare un garage attualmente non agibile.

Ma il problema non riguarda soltanto loro, perché la ciclabile sopprimerebbe circa 140 posti auto in una zona non soltanto ormai fortemente urbanizzata, ma anche interessata dalla presenza di ben tre grossi istituti scolastici e, di conseguenza, da una sostenuta mobilità veicolare e pedonale.

Ed allora, nonostante siano iniziati i lavori di realizzazione del percorso ed il comandante e dirigente della Polizia locale abbia emanato le relative ordinanze di chiusura provvisoria delle strade interessate, fino al prossimo 31 dicembre, l'amministrazione comunale sta riflettendo sulla necessità di modificare in corsa il progetto. Obiettivo, evitare che la pista ciclabile diventi un clamoroso autogol in un quartiere che ha bisogno sì di servizi, purché non determinano ulteriori problemi al suo interno.

L'idea è di confinare i percorsi al piede dei fabbricati, nel peggiore dei casi rimuovendo i marciapiedi pur di consentire il parcheggio e mantenere inalterati i sensi di marcia. Paradossalmente, il progetto di partenza avrebbe previsto di cancellare persino gli talli del bike sharing, e quindi togliere con le biciclette quello che alle biciclette si era da poco dato.

Non da ultimo, su molte di quelle strade sono previsti i lavori di asfalto del manto bituminoso e, se questi dovessero partire prima della ciclabile, la posa del cordolo, e non solo, danneggerebbe un lavoro appena concluso.

In altre parole, mai come in questo caso il Comune di Trani ha bisogno di fermarsi un attimo e riflettere per evitare di andare avanti con un progetto davvero impopolare.

Per la cronaca, i lavori sono a cura dell'impresa Del Busso, di Campobasso, per un importo di complessivi 230.000 euro da una base d'asta è di 335.000, a fronte di un importo totale del progetto di 445.000. Finanziamento interamente proveniente dal bando ministeriale «Centrare le periferie».

L’intervento consiste nella realizzazione di una viabilità ciclabile, definita «protetta rispetto al traffico veicolare» lungo un itinerario di 3,2 chilometri, che avrà come assi interni principali via delle Tufare, via delle Monachelle e via dei Cappuccini e che interesserà le seguenti strade: percorso non carrabile di connessione tra via Grecia, via Portogallo e via Superga; via Parini; via Giachetti; via Cappuccini; via Superga; via Russia; via delle Tufare; via Jugoslavia; piazza madre Teresa di Calcutta; viale Germania; via Gran Bretagna; via Portogallo; via Austria.


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