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Via Grecia e i servizi che mancano. Mentre il Comune batte cassa

Dal giorno della consegna delle chiavi sono trascorsi oltre cinque anni. Quell'8 agosto 2019 pareva una festa, con tante promesse di rendere quel fabbricato perfetto in ogni suo angolo, elevando la qualità di vita di persone che, dopo tanta fatica, avevano trovato una casa in fitto ad un prezzo popolare.

CINQUE ANNI CON IL FRENO A MANO

Oggi, a distanza di un lustro, tante di quelle promesse si sono vanificate nel clima festoso di quel giorno. E paradossalmente, mentre da una parte il Comune di Trani sta richiedendo a tutti gli inquilini di versare i fitti inizialmente non pagati (anche perché proprio Palazzo di città aveva tardato nel siglare i contratti), dall'altra i servizi rilasciati sono sempre più carenti.

Ci troviamo in via Grecia, nel quartiere Sant'Angelo, in una palazzina di proprietà comunale nella quale vivono 23 famiglie definite «utenze differenziate», che versano un fitto intorno ai 250 euro mensili oltre le spese condominiali.

Insieme con loro, in locali che sarebbero dovuti essere utilizzati dall'amministrazione comunale, altre due famiglie che li hanno abusivamente occupati: entrambe hanno figli minori e questo, per il momento, consente loro di non schiodarsi da lì. Ma il problema non è la convivenza tra inquilini legittimi ed illegittimi, quanto piuttosto quei servizi quasi essenziali che ancora non si vedono.

CANCELLO DISABILI SERRATO

È il caso, innanzi tutto, della signora Angela, cittadina con disagio costretta a muoversi su una carrozzina ma che non può in alcun modo utilizzare il cancello specificatamente dedicato a persone diversamente abili: è chiuso con una catena ed un lucchetto e mai, durante tutto questo tempo è stato sistemato.

Succede allora che Angela è costretta ad entrare e uscire dal portone principale, che però spesso trova chiuso con il risultato che lei stessa, se non viene aiutata da qualcuno, con enorme fatica è costretta a tirare verso di sé il portone per uscire e a spingerlo per rientrare: l'esatto contrario della accessibilità.

ASCENSORE IN ACQUA E GARAGE NEGATO

E poi c'è il problema di un garage impraticabile e di un ascensore a mezzo servizio. Quest'ultimo, quando furono consegnate le chiavi, ancora non c'era e si dovette attendere non poco perché finalmente arrivasse. Oggi però, scendere con l'ascensore al parcheggio interrato in cui dovrebbero essere custodite le auto è impossibile: infatti, il fondo del vano ascensore è pieno d'acqua e, se la cabina dovesse scendere al piano -1, le corde finirebbero nell'acqua con tutti i rischi connessi.

Ma andare nel garage sarebbe In ogni caso inutile, poiché lo stesso non è mai stato utilizzato: da quando il fabbricato è stato consegnato alle famiglie non è mai arrivata l'agibilità dei vigili del fuoco per utilizzare il vano interrato.

L'impossibilità di utilizzare il garage ne determina anche il profondo degrado, con particolare riferimento alla corsia di accesso ma senza escludere il vano interrato stesso, pieno di rifiuti ed escrementi di animali. Mentre i rivestimenti degli impianti si stanno progressivamente staccando con fasce di tessuto non tessuto che penzolano nel vuoto.

I PROBLEMI DI TERRAZZA E CORTILE

Non se la passa meglio il lastrico solare, sul quale i pannelli fotovoltaici non sono mai entrati in funzione. In cambio, vi è un vano con docce e servizi igienici: qualcuno li aveva utilizzati e l'acqua era filtrata nello sgabuzzino di un condomino del primo piano, che ha dovuto tappare la falla alla meno peggio e poi blindato la porta di accesso a quei servizi, la cui utilità su una terrazza ancora non si è compreso quale fosse.

Capitolo non meno dolente, il cortile: secondo quanto riferiscono i condomini, il verde incolto è stato rasato soltanto due volte, mentre per il resto ci stanno pensando loro sia sistemando l'erba, sia coltivando piante e fiori per conferirgli decoro.

LA PROTESTA

«Siamo stanchi di contattare il Comune per tutto questo tempo senza ottenere risposte - fa sapere proprio la signora Angela -. Sono disponibile a realizzare l'automazione del cancello per diversamente abili a mie spese, ma anche a fronte di questa richiesta nessuno mi ha risposto. Non abbiamo notizie di alcun tipo sul garage e sull'ascensore, a tutti noi del piano rialzato chiedono di pagare una quota condominiale per l'utilizzo di un ascensore che a noi non serve. Dopo alcuni anni ci hanno mandato un amministratore, ma  spesso lo sollecitiamo e lui per primo non sa darci risposte. Ma nel frattempo ci manda le bollette e il Comune ci fa pagare gli arretrati: giusto pagare gli arretrati, ma per ricevere in cambio i servizi che invece non ci danno».


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