Michele Nardi, 58 anni, è fuori dalla magistratura. Lo ha deciso la Corte di Cassazione, rigettando la il ricorso proposto dallo stesso ex Gip di Trani di contro la decisione con cui il Consiglio superiore della magistratura, a giugno 2023, lo aveva destituito per avere mosso false accuse a due colleghe e un avvocato.
Il caso è quello di una vicenda giudiziaria del 2012, nell'ambito della quale Nardi aveva rivolto accuse a due giudici e ad un legale che, a suo dire, avrebbero pilotato l'esito di un processo per ottenerne un guadagno economico. Tali circostanze si sarebbero chiarite come non vere e, così, lo scenario si era ribaltato con una imputazione a carico di Nardi per calunnia: al termine del processo, celebrato a Catanzaro, Nardi fu condannato a 1 anno, 1 mese e 10 giorni.
A quel punto del caso si occupò prima il Ministero della Giustizia, con una azione disciplinare, e poi il Csm che lo scorso giugno, dopo 7 anni, ha rimosso Nardi per fatti ritenuti «indiscutibilmente gravi e dal disvalore particolarmente elevato», accusando due giudici pur sapendoli innocenti e tra l'altro «per questioni personalissime».
Tutto questo avrebbe reso un profilo di magistrato «ormai compromesso nella sua capacità di giudizio imparziale e onorabile».
Nel frattempo deve ancora partire a Potenza il processo d'appello, proposto dallo stesso Nardi contro la condanna a 16 anni e 9 mesi inflittagli dal Tribunale di Lecce per corruzione in atti giudiziari.
Di seguito il commento dello stesso Michele Nardi.
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La vicenda in questione è veramente folle ed è l'espressione ulteriore di quella arbitrarietà che ormai si è impadronita del mondo della magistratura.
Parto dall'assurdità della condanna per calunnia, perché io mi sono limitato a riportare quanto mi aveva riferito una persona e quindi non ho fatto nessuna calunnia, né ho denunciato alcuno: soltanto sono solo stato sentito come testimone e ho riportato quello che mi era stato riferito da un'altra persona. Ma lasciamo perdere il merito.
La sentenza emessa dal Csm aveva un relatore, guarda caso, del distretto di Lecce. Ma questa sentenza dalla Cassazione è veramente una follia perché, nello stesso giorno, c'era il caso di un altro magistrato destituito: lui condannato a due anni e mezzo di reclusione per falso ideologico commesso dell'esercizio delle funzioni, e con una serie grave di precedenti disciplinari; io senza precedenti disciplinari e con una condanna di un anno e un mese e pena sospesa. Ebbene, a me hanno confermato la distruzione, a lui l'hanno annullata, ritenendola eccessiva.
Questo è il sistema di arbitrarietà per cui ormai si selezionano i magistrati in base alle appartenenze politiche e alle correnti: io non ho mai fatto parte di alcuna combriccola di potere, per cui sono stato giustiziato dalla Cassazione.
La cosa non mi dispiace più di tanto, perché sinceramente la magistratura è finita in un tale baratro che farne parte non fa più non è più onorevole, e sinceramente ho altri progetti esistenziali e professionali cui mi dedicherò da subito.
Ovviamente farò ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, perché nel mio caso vi è la violazione di una serie di norme della convenzione europea sui diritti dell'uomo e le farò valere in quella sede.
Per il resto, non posso che esprimere amarezza perché, dopo avere dedicato una vita a questo lavoro, avere rischiato io e anche la mia famiglia la vita in varie circostanze, avere accompagnato i miei figli con la scorta armata all'asilo, per leminacce di morte che ricevevo quando facevo qui il Gip a Trani, oggi mi ritrovo, a 58 anni, con un provvedimento della Cassazione del genere.
Per fortuna ho le spalle larghe, ne ho provate di peggio e quindi anche questa passerà.
Michele Nardi
