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Concessione porto, Regione bacchetta Comune: «Nessuna proroga, subito gara»

«La concessione demaniale marittima del porto turistico di Trani non può rientrare nell'ambito delle proroghe governative al 2027: pertanto è necessario metterla subito a gara fino a vent'anni». È quanto si evince dalla delibera con cui la giunta comunale ha approvato la rifuzionalizzazione, riqualificazione e gestione dell'approdo turistico presso la darsena comunale del porto di Trani, dando indirizzo al dirigente dell'Area urbanistica, demanio e ambiente, Andrea Ricchiuti, di dare corso alla procedura di evidenza pubblica per il rilascio della concessione demaniale marittima.

STORIA E BACCHETTATE

In realtà le concessioni sono due e il Comune di Trani le detiene, rispettivamente, dal 1985 e 1991. La Regione Puglia, in quanto ente concedente, aveva esteso le concessioni in scadenza al 31 dicembre 2033. Tuttavia, a seguito di pronunciamento del Consiglio di Stato del 2021 in aderenza alle linee dell'Unione europea, la scadenza delle concessioni era stata accorciata al 31 dicembre 2023.

Così la Regione aveva richiamato il Comune di Trani ad avviare la gara per il rilascio di quelle concessioni dal 1mo gennaio 2024, convenendo poi che quelle in corso continuassero ad avere efficacia fino al 31 dicembre 2024, purché si completino le procedure di gara entro il 31 dicembre 2025.

Lo scorso 7 ottobre, però il Comune di Trani aveva chiesto chiarimenti alla Regione Puglia in merito ai contenuti del decreto legge 131/2024, foriero dell'eventuale estensione dell'efficacia delle concessioni oltre la data del 31 dicembre 2024: a distanza di soli tre giorni Bari ha risposto, chiarendo che esso non riguarda le concessioni demaniali marittime finalizzate alla realizzazione e gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto. Non solo, la Regione ha persino bacchettato Palazzo di città, esortandolo a fare la gara senza più tergiversare, anche nella perdurante assenza del piano regolatore del porto, ed anzi persino prospettando il monitoraggio sul punto da parte della Corte dei conti.

In altre parole, gara senza «se» e «ma», a dispetto delle invocazioni della minoranza: «Fermiamoci, discutiamo, troviamo il modo affinché Amet (che gestisce i servizi ai diportisti, ndr) prosegua come concessionario». Nulla di tutto questo: al contrario, si rispetta la delibera di consiglio comunale dello scorso 27 giugno 2024, con cui l'assemblea ha confermato la finalità di approdo turistico del porto e avallato la gara.

AMET ALLE CORDE

La durata della concessione post gara sarà commisurata al piano economico finanziario proposto dal vincitore, prevedendo una durata da 5 a 20 anni e non superiore a 20, e comunque «pari al tempo necessario a garantire l'ammortamento e l'equa remunerazione degli investimenti previsti dall'aggiudicatario», chiarisce l'esecutivo.

Di conseguenza, una nuova spada di Damocle pende su capo di Amet: come per la gara della sosta a pagamento (cui peraltro ha partecipato e di cui a breve si conoscerà l'esito) anche per la darsena l'ex municipalizzata dovrà competere con privati di alto profilo, e mantenere il servizio sarà tutt'altro che semplice.

Peraltro, non dovrebbero temere alcunché gli addetti al servizio, cui si garantirà la clausola sociale: «L’esperienza e le conoscenze sito-specifiche, acquisite nel corso degli anni di gestione comunale dagli addetti all’assistenza all’ormeggio - dà atto la giunta -, rappresentano un valore da tutelare e garantirebbero al futuro operatore economico un know-how fondamentale per una gestione maggiormente efficiente dell’approdo turistico».


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