Questo sabato, alle 17.30, presso la sala Ronchi della Biblioteca comunale Bovio di Trani, si terrà la presentazione del libro di Andrea Rustichelli “Senza biglietto – Viaggio nella carrozza 048” (Marlin editore). Il tema dell'incontro è “Il viaggio nella malattia diventa un libro: dal buio alla luce”. Dialoga con l'autore Sabino Chincoli. L'evento è organizzato dal Rotary in collaborazione con la Città di Trani.
Senza biglietto di Andrea Rustichelli è un reportage originale e acuto che coglie appieno il senso della vita e della malattia. Non ci sono mostri e non servono combattimenti, guerre o battaglie buone o cattive. Nel racconto autobiografico dell’uomo e del suo cancro, la malattia è piuttosto un coinquilino che l’autore utilizza per esplorare nel profondo di sé e dei suoi compagni di strada, per guardarsi intorno nel complicato mondo della sanità, tra asperità ma anche delicatezze, con l’abilità, la curiosità e la penna di un cronista esperto.
Sinossi. Questo non è il racconto biografico della malattia dell’autore, racconto che probabilmente interesserebbe ben poco. Piuttosto questo è un reportage ben documentato e approfondito che assume la malattia a prospettiva per guardare gli esseri umani coinvolti e risucchiati. E la malattia oncologica, il cancro, in cui Rustichelli si è imbattuto da protagonista recidivo, è un’angolatura decisamente estrema e profondissima attraverso cui osservare e narrare gli altri. Gli altri e se stesso. La scrittura, condotta in prima persona, nasce qui dallo stupore e dall’urgenza di raccontare un mondo separato, nascosto, precluso ai più; di sollevare temi sociali legati alla sanità come la difficile comunicazione coi medici, il modo in cui i media parlano della malattia, cancro e mondo del lavoro, cancro e colpevolizzazione dei pazienti causata dalle "interpretazioni psicosomatiche”, ma anche ironia ed ottimismo, elementi necessari alla sopravvivenza e alla guarigione. Raccontare e nel farlo liberarsi del peso, talvolta insostenibile, di ciò che si stava vivendo, di ciò che si vedeva nel reparto oncologico frequentato in più ricoveri. Una liberazione in grado di far trovare un senso e di riguadagnare la prima persona che l’autore aveva smarrito in un tempo di sfacelo. Miracolo del linguaggio: del nominare le cose e per ciò stesso del condividerle.
Dichiarazioni dell’autore. “Alla volontà di potenza, che trasforma la malattia nel nostro fallimento, preferisco l’elogio dell’impotenza. Un atto di umiltà che, fuori da ogni senso di colpa, diventa accettazione della fragilità e auspicio. La verità è che oggi, in molti casi, ammalarsi è un tabù e così chi ha una diagnosi di tumore si nasconde, come un animale ferito e non più performante in un ambiente ostile e competitivo. La vita attiva è parte fondamentale della cura, ma quando si tratta di integrare la malattia e di evitare il limbo degli scartati, tutto è lasciato al fai-da-te, al buon cuore di colleghi e capi» per quello che viene definito «un welfare informale, troppo precario e intermittente.”
Biografia autore. Nato a Roma nel 1973, lavora alla Rai come giornalista del Tg3. Laureato in filosofia, è stato a lungo freelance, muovendosi tra ambiti in apparenza eterogenei: dalla cultura all’economia, fino alla politica estera. Nella sua attività ha attraversato i diversi linguaggi dei media: radio e carta stampata e tv. Tra le sue collaborazioni più assidue prima di lavorare a tempo pieno alla Rai: Radio3, Radio Vaticana, La Repubblica, Il Sole 24 Ore, Euronews.



