Domani alle ore 16:45 in Piazza Garibaldi, che i tranesi conoscono bene come Piazza San Michele per l'attigua chiesa, ci sarà la benedizione, da parte del Rettore Don Pasquale Quercia, della restaurata opera che il concittadino Antonio Bassi (1889 – 1965) realizzò verso la fine degli anni '50. L'azione di recupero del monumento, già dettagliata in altro nostro articolo a firma del direttore di testata Nico Aurora, può essere la dimostrazione plastica di come una silenziosa collaborazione, tra privati ed istituzioni, può sortire effetti benefici per tutta la comunità.
Parte attiva e propositiva per questo bel risultato è stato possibile grazie alla Confraternita di San Michele, di fatto custode e memoria storica del luogo, che tramite il suo priore Giuseppe Pappalettera, verificando le precarie condizioni del monumento, ha voluto sensibilizzare l'amministrazione comunale per il recupero di un bene che non appartiene non solo alla storia del quartiere, ma a tutta la città. L'amministrazione tutta, in maniera trasversale, questa va detto per cronaca e come dato positivo, si è fatta carico del restauro del monumento ed ora si appresta a restituirlo alla comunità per sottolinearne il valore storico e culturale.
L' attività di recupero del bene, la spesa è stata di circa € 16.000, sono state seguite, per conto dell'amministrazione, da Cecilia Di Lernia che fra le sue deleghe assessorili annovera quella della "cura e decoro della città", un incarico impegnativo svolto sino ad ora non pensando a costose opere o ad effetti pirotecnici, ma declinandolo attraverso significativi interventi, sintesi della volontà comune dell'amministrazione, come quello che si concluderà domani o altre vocate alla sollecitazione all'animo gentile dei cittadini: il "Pianoforte della Pace in Piazza Sinagoga" del gennaio scorso, il "Silent Arts" di giugno al Monastero di Colonna o il recente "Radar Photo Festival Internazionale di fotografia e impatto zero" che ha arricchito Trani con le sue 13 mostre fotografiche, sono alcuni esempi che sono lì a testimoniare di come si possono tessere trame positive trasversali a beneficio della comunità tutta.
Domani quindi il Primo Cittadino Amedeo Bottaro, con la partecipazione dei discendenti dello scultore Antonio Bassi, e rappresentanti istituzionali, riconsegnerà alla città un monumento identitario eretto per esaltare la vita agreste che, oltre la presenza di due grandi brocche in marmo e la riproduzione in pietra di attrezzi agricoli e l'incisione di San Michele, porta, in latino, una frase di Ovidio tratta dal “Tristia”: “FERTILIS AGER NISI ASSIDUO ARATRO RENOVATUR NIHIL NISI GRAMEN CUM SPINIS HABEBIT” (“Il fertile campo se non è continuamente voltato e rivoltato dall’aratro, non ti darà che spine e gramigna”) che, come metafora, può essere interpretato come un invito a non lasciare che nessun terreno culturale, rappresentato dal patrimonio artistico della città deperisca o sia trascurato per l'incuria dell'uomo e del tempo.
Giuseppe Pappalettera, priore da nove anni della Confraternita di San Michele, ci ha dichiarato:" Siamo felici che si riconsegni alla città e non solo al quartiere uno spazio decoroso di aggregazione, per adulti e bambini, con la speranza che questo spazio venga rispettato, noi abbiamo fiducia, dovremo averne cura. Spesso si dà sempre colpa agli amministratori, si dà colpa a chi deve vigilare, però in realtà la prima colpa è di quei cittadini che parcheggiamo sistematicamente sul marciapiede, rompendolo, o dei proprietari di cani che non raccolgono costantemente le deiezioni o di altri ancora che non utilizzano gli appositi cestini porta rifiuti. Basterebbe un po' di educazione civica, di rispetto per ciò che ci è stato donato".
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