La storia del Miracolo Eucaristico di Trani è assai antica. La prima testimonianza scritta è del 1470, e riporta: "Una donna molto semplice della città, avendo senza cattiva intenzione ma per ignoranza tentato di cuocere un'ostia consacrata, questa immediatamente si trasformò in un pezzo di carne che si vede ancora oggi" (Anselmo e Giovanni Adorno).
Nel corso dei secoli, notevoli sono le testimonianze a riguardo, persino da parte di alcuni santi come Pio da Pietrelcina e, recentissima, di Carlo Acutis.
Assai curiosa è una scoperta di stamani. La notizia proviene direttamente dal Duomo di Orvieto. All'interno della Cattedrale, nella Cappella del Corporale si conserva il Sacro Lino intinto di sangue, del Miracolo avvenuto a Bolsena. La suddetta è abbellita ed affrescata da Ugolino di Prete Ilario tra il 1357 ed il 1364. L'artista rappresenta tanti miracoli eucaristici, tra cui molto probabilmente quello accaduto a Trani. L'opera si attiene al racconto tipicamente trasmesso, ma con qualche variante: vediamo una donna tentare di placare la fuoriuscita di sangue da un'ostia - contenuta entro quello che sembra essere un grosso tegame - con della cenere. La scena si svolge all'interno di una casa, resa nei minimi dettagli dell'arredo, dove arde un focolare.
L'informazione proviene direttamente dall'O.P.S.M. (Opera del Duomo di Orvieto), che dona la dicitura latina sottostante all'affresco: Insta fecit maliam mictens Corpus Christi in tegniam ardentem quod implena sanguinem et stupefacta misit cinerem super sanguinis magis habundabat.
Col beneficio del dubbio, potremmo trovarci di fronte a una testimonianza che andrebbe ad arricchire quelle già in nostro possesso sul Miracolo Eucaristico di Trani, noto ai fedeli della nostra città e non solo!
Redazione del Giornale di Trani- a cura di Alfredo Cavalieri
