Siamo di nuovo di fronte all’ennesimo scontro tra amministrazione e associazioni riguardo alla gestione del verde pubblico.
Dal canto nostro abbiamo tentato più volte di dare il nostro contributo: partecipando al presidio organizzato un anno fa in piazza Plebiscito, chiedendo insieme alle altre associazioni nella consulta ambientale l’approvazione di un piano del verde, organizzando insieme a Legambiente prima un presidio in piazzetta Marechiaro, in cui avemmo modo di confrontarci con l’assessore al verde Ferrante, poi un dibattito pubblico in biblioteca con la presenza di assessori e agronomo del comune, che si confrontarono e scontrarono con i rappresentanti di varie associazioni.
L’esito di tutto questo impegno purtroppo non posiamo dire che sia stato costruttivo; abbiamo visto l’amministrazione e le associazioni procedere imperterriti per la propria strada di incomunicabilità polemica. Motivo per cui abbiamo sentito, già da tempo ormai, di dover abbandonare la consulta ambientale, stanchi di questo sterile e improduttivo confronto.
I bisogni della collettività, con l’urgenza del contrasto ai cambiamenti climatici in primis, sono altri: c’è bisogno di un cambiamento radicale delle politiche di tutela ambientale - come da sempre proviamo a dire - e un avvio deciso alla rinaturalizzazione degli spazi urbani, insieme ad un significativo cambio di rotta riguardo alla cementificazione e al consumo di suolo.
Molti comuni in Italia si stanno dotando di piani urbani per il contrasto ai cambiamenti climatici che, anche a livello locale, possono essere combattuti con una miriade di piccole ma importanti azioni.
Del resto ne parlammo già diversi anni fa con Massimo Blonda, ex direttore scientifico di Arpa Puglia, in un convegno che organizzammo sul tema dei rifiuti e della sostenibilità ambientale.
Oggi, alla luce di quanto finora osservato, riteniamo inutile proseguire sulla strada di una contrapposizione che sembra più una lotta di posizionamento, che il tentativo di trovare un punto di incontro in cui a vincere sia la tutela dell’ambiente e del bene comune.
Continuiamo però a chiedere responsabilità a chi ci governa. Responsabilità che implica una presa di distanza dalle logiche del consenso e un impegno verso l’esclusivo obiettivo della sostenibilità, con una pianificazione in tutti gli ambiti che le afferiscono: verde, mobilità, coste, urbanizzazione.
Si avvii dunque quanto prima un percorso di programmazione coinvolgendo la cittadinanza e le associazioni in approfondimenti collettivi e pubblici, così come si dovrebbe fare. E si arrivi quanto prima all’approvazione dei piani della mobilità sostenibile, delle coste e del verde. Dopo nove anni di questa amministrazione, nonostante i proclami che lasciano intendere che siano sempre imminenti, non abbiamo ancora visto niente di tutto questo.
Attendiamo perciò di vedere le politiche che la neo assessora alla transizione ecologica metterà in campo.
Vincenzo Ferreri - Comitato Bene Comune
